20 ottobre 2009

Benzina e dollaro: i conti non tornano

In Italia la benzina è di nuovo alle stelle in conseguenza, si dice, dell’impennata del petrolio sui mercati mondiali. In effetti il barile di greggio sfiora ormai gli 80 dollari.
Tutte le materie prime, come anche l’oro, sono in preda a una nuova ondata di speculazione legata alla inquietante debolezza del dollaro. Più la moneta americana va giù (ed è ormai attorno a quota 1,50 per euro), più i capitali internazionali puntano sulle commodities.
Attenzione, però. Una buona parte del rincaro del petrolio è un’illusione ottica, è semplicemente il riflesso automatico del dollaro debole. Poiché sui mercati mondiali il greggio viene scambiato in dollari (e lo stesso vale per i contratti futures), da sempre una svalutazione della moneta americana tende a tradursi in un rafforzamento delle quotazioni del greggio.
Ma gli automobilisti italiani pagano la benzina in euro, non in dollari. Da marzo, cioè da quando è iniziata la nuova bolla speculativa su Borse e materie prime, l’euro si è rafforzato del 15% sul dollaro.
Questa rivalutazione dell’euro dovrebbe proteggere in parte il consumatore italiano dal rincaro energetico. Qualcuno faccia i conti in tasca alle compagnie petrolifere e ai distributori italiani, e intervenga in fretta.

Fonte: Federico Rampini

2 commenti:

andreacamporese ha detto...

Sapevi che in Italia, come Monopolio di Stato, sui carburanti si pagano anche accise e tasse vecchie di 50 anni? pensa che una era stata inserita anche per l'Irpinia...
Saluti

..:: Symbian ::.. ha detto...

si...sapevo...
hanno troppe cose da fare per rivedere questi conti...
ciao