20 giugno 2009

Guida al Referendum 21 Giugno 2009

Domenica e lunedì si terrà il referendum che riguarda la modifica di alcune parti dell’ultima legge elettorale, meglio conosciuta come porcellum.

Sono tre i quesiti che gli elettori troveranno sulle schede di colore diversi. I quesiti puntano tutti ad assegnare il premio di maggioranza alla lista che prende più voti.



PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA LISTA PIU' VOTATA - CAMERA, 1° quesito, scheda viola.
Abrogazione della possibilità per i partiti che concorrono all'elezione alla Camera di collegarsi tra loro e di attribuire il premio di maggioranza alla coalizione più votata.

PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA LISTA PIU' VOTATA - SENATO, 2° quesito, scheda beige.
Abrogazione della possibilità per i partiti che concorrono all'elezione al Senato di collegarsi tra loro e di attribuire il premio di maggioranza alla coalizione più votata.

PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA LISTA PIU' VOTATA - CAMERA, 3° quesito, scheda verde.
Abrogazione della possibilità di essere candidato alla Camera e quindi eletto in più di una circoscrizione: l'abrogazione si estende anche al Senato.

Pochi, se non pochissimi, ne hanno parlato. Cercherò di fornirvi una piccola guida sul referendum.

Iniziamo col dire che il primo ed il secondo quesito hanno lo stesso concetto di base. Sia alla Camera che al Senato verranno impedite coalizioni di liste, mentre potranno presentarsi solo delle liste di partito uniche, a cui verrà poi assegnato il premio di maggioranza.
Facciamo un esempio: oggi abbiamo il Pdl che si è alleato con la Lega Nord, oppure il Partito democratico alleato con l’Italia dei Valori. Queste coalizioni si sono presentate nel 2008, ed il premio di maggioranza è stato attribuito alla coalizione di centro destra.
Ora vi chiederete, cos’è il premio di maggioranza? In pratica al momento del calcolo dei seggi da attribuire in Parlamento, una parte di tali seggi è sottratta dal calcolo proporzionale, per essere attribuita alla coalizione che vince le elezioni, rafforzandone la sua maggioranza parlamentare.
Molto interessante il terzo quesito, ovvero il divieto di candidature multiple in più circoscrizioni. Oggi chiunque, sfruttando la propria notorietà, può candidarsi presso tutte le circoscrizioni: ovviamente, se sarà eletto, ne potrà scegliere solo una e rinunciare alle altre; se vince nella circoscrizione nord, per fare un esempio, e se ha già vinto in quella sud, dovrà scegliere quale seggio occupare. Ma il problema è un altro: a seconda della scelta che compie, il neo-eletto dispone anche del destino degli altri candidati nelle altre circoscrizioni, dove vinceranno i primi candidati “non eletti” che subentreranno al suo posto, dato che ha rinunciato. Si tratta di un fenomeno patologico in Italia: 1/3 dei parlamentari è stato scelto, oggi, da chi è già stato eletto e non dagli elettori.

Cosa succede con il referendum. Niente premi di maggioranza alla coalizione ma al singolo partito; inoltre, la soglia di sbarramento – ovvero la percentuale minima di voti per accedere in Parlamento – sarà del 4% alla Camera e dell’8% al Senato. La principale ed intuibile conseguenza è questa: i partiti si “fonderanno” in un unico schieramento per avere più forza elettorale, dato che il premio sarà dato al Pdl o al Pd e non ai partiti “satellite”, i quali esponenti, per essere rappresentati, dovranno confluire nei partiti maggiori (è il caso di Alleanza Nazionale, che è confluita nel Pdl).

Pro e contro. Se al referendum vincerà il “Si”, lo scenario politico nazionale sarà diverso. Si andrà sempre più verso un sistema bipartitico: solo due partiti “di massa”, il Pdl ed il Pd; per gli altri ci sarà poca scelta: confluire o tentare di superare la soglia di sbarramento. Il pluralismo politico non ne beneficerà.
Pdl e Pd sono favorevoli: la loro base elettorale ne garantirà un’egemonia sia da una parte che dall’altra. La Lega Nord invece è contraria a questa scelta, poiché perderebbe definitivamente il potere elettivo, dato dal numero di seggi ottenuti, sul Pdl. Un solo partito avrà la possibilità di governare autonomamente.

Gli astenuti. Molti sostengono che bisogna far mancare il quorum, quindi non andare a votare. Se vince il “Si”, sarà probabile un ritorno alle urne con la nuova legge elettorale. Se è vero che Silvio Berlusconi ed il suo partito hanno un’alta percentuale di consensi, ed alla luce del fatto che già oggi riescono a governare con una maggioranza indisturbata, un ulteriore premio di maggioranza, oltre alla possibilità di governare praticamente da solo, metterebbe a serio rischio il sistema democratico.

Fonte: diegogarciablog.blogspot.com

Sinceramente posso dirvi che ho letto più volte i quesiti dei referendum e ho seguito le diverse opinioni dei SI e dei NO. Risultato? Non ho ancora capito se sia meglio votare Si o No o restare a casa...
Sicuramente questo referendum è stato utile per farmi capire come in Italia i mezzi di comunicazione possono influenzare realmente le masse e quindi l'assetto politico-sociale di questo paese.
Di sicuro non è stato dato lo spazio che un referendum, una delle maggiori espressioni della volontà popolare, avrebbe meritato.

2 commenti:

progvolution ha detto...

io chiaramente mi asterrò!
Sussurri obliqui

Andrew ha detto...

grazie per la citazione ;)