28 giugno 2009

Berlusconi e la sua corte a cena con due giudici costituzionali





GIUDICI E GIUDICATI A CENA ASSIEME
PER UN ORGASMO
DI TRASPARENZA E INDIPENDENZA DELLE PARTI


Nel mese di maggio 2009 Luigi Mazzella avrebbe tenuto nella sua residenza romana una cena alla quale hanno partecipato, oltre ad il suo collega giudice delle Corte Costituzionale Paolo Maria Napolitano, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il Ministro della Giustizia Angiolino Alfano, l'avv. on. Niccolò Ghedini, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini.
Gli argomenti al centro della riunione sarebbero stati le riforme costituzionali in materia di giustizia e il lodo Alfano, sul quale la stessa Corte Costituzionale dovrà esprimere il proprio parere di costituzionalità il 6 ottobre.

...e ora secondo voi, dovremmo davvero credere che questi giudici saranno imparziali nel giudicare la costituzionalità del lodo Alfano (semmai ci fosse tutto questo bisogno...lo capirebbe pure quella specie di ministro dell'(in)giustizia che ci ritroviamo) ???


CHIEDIAMO LE DIMISSIONI IMMEDIATE DI QUESTI GIUDICI
SCRIVI ALLA CORTE!


27 giugno 2009

Minacce e disperazione

Con un passo in più verso il suo personale abisso politico, ieri Silvio Berlusconi si è collocato all'opposizione rispetto all'establishment internazionale di cui dovrebbe far parte come imprenditore e come capo del governo italiano. Sentendosi assediato dall'imbarazzo che lo circonda fuori dal paesaggio protetto del suo mondo televisivo, il premier ha attaccato tutto il sistema libero e autonomo che non accetta di farsi strumento del suo dominio: Banca d'Italia, organismi di analisi e di controllo internazionale, Europa, e naturalmente "giornali eversivi", vale a dire Repubblica.

Questa volta la minaccia è esplicita e addirittura sguaiata nella sua prepotenza, se non fosse un segno chiaro di disperazione. Il Cavaliere annuncia infatti che "chiuderà la bocca" a "tutti quei signori che parlano di crisi", alle organizzazioni che "continuano a diffondere dati di calo dell'economia anche di 5 punti", come ha appena fatto nel doveroso esercizio della sua responsabilità il governatore Draghi e come fanno regolarmente istituzioni neutre, libere e autorevoli nel rispetto generale dei leader democratici di tutto l'Occidente.

Nello stesso tempo Berlusconi rilancia la sua personale turbativa di mercato, invitando esplicitamente gli investitori a "minacciare" il ritiro della pubblicità ai giornali che a suo giudizio diffondono la paura della crisi.

Davanti a un premier imprenditore ed editore che chiede agli industriali di "minacciare" i giornali, con l'eco puntuale e ridicola del ministro Bondi che replica l'accusa di eversione a Repubblica, ci sarebbe poco da aggiungere. Se non notare una cosa: è la prima volta che Berlusconi esplicita la sua vera intenzione verso chi sfugge alla pretesa impossibile di narrazione unica della realtà.

Tecnicamente, si chiama pulsione totalitaria: anche se la deriva evidente del Cavaliere consiglia di considerarla soprattutto velleitaria, e a termine.

Fonte: repubblica.it

24 giugno 2009

Informazione cane da guardia o da riporto del potere?


Non si era mai visto niente di simile. Un direttore di tg (in specie il direttore del Tg1), che usa la tv pubblica per esporre agli spettatori la sua personalissima idea di non notizia. Dunque, il pedagogo Minzolini ci ha spiegato dal video che, nella storia delle ragazze pagate per passare le notti a casa Berlusconi, per lui non c’è niente di certo, né un’ipotesi di reato.
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PS: Per quest'anno ho già scelto il posto dove passare le mie vacanze:

22 giugno 2009

21 giugno 2009

Non saremo mai come voi!

Senza pudore! Senza vergogna! Libero(?) continua a difendere il suo padroncino e da buon cristiani iniziano con la predica:
"Siamo Tutti Berlusconi! Ma, aggiunga subito, chi di voi è senza peccato scagli contro di me la prima gnocca. Vedrete che silenzio scenderà in aula: anche Franceschini, (...) (...) l’algido democristo tutto chiesa e Rosy Bindi, la pianterà di moraleggiare bene e razzolare male.
Così fan tutti, aveva detto Craxi ai colleghi tartufoni e se la difesa non gli servì per evitare la ghigliottina dei giacobini anche allora guidati dai giornali del capitale (Corriere e Repubblica), Berlusca avrà però dalla sua la solidarietà dei tanti Cosimo Mele, anche senza arrivare agli eccessi di questi o di quelli commessi a Villa Certosa. E forse, pure gli italiani, destra e sinistra non conta, sapranno capire e, se non giustificare, almeno accettare le scuse e ridargli la fiducia per continuare."

Caro Libero(?), caro Feltri, mi spiace per voi ma l'impero del papi-pappone sta per terminare: GAME OVER! Il vostro padrone potrà pure trovare solidarietà tra le mura parlamentari, ma non la troverà nelle piazze!
Per il ducetto di Arcore e i suoi "colleghi solidali" applausi solo nelle piazze chiuse da cordoni di celerini!

CB

>> LINK UTILI <<

20 giugno 2009

Guida al Referendum 21 Giugno 2009

Domenica e lunedì si terrà il referendum che riguarda la modifica di alcune parti dell’ultima legge elettorale, meglio conosciuta come porcellum.

Sono tre i quesiti che gli elettori troveranno sulle schede di colore diversi. I quesiti puntano tutti ad assegnare il premio di maggioranza alla lista che prende più voti.



PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA LISTA PIU' VOTATA - CAMERA, 1° quesito, scheda viola.
Abrogazione della possibilità per i partiti che concorrono all'elezione alla Camera di collegarsi tra loro e di attribuire il premio di maggioranza alla coalizione più votata.

PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA LISTA PIU' VOTATA - SENATO, 2° quesito, scheda beige.
Abrogazione della possibilità per i partiti che concorrono all'elezione al Senato di collegarsi tra loro e di attribuire il premio di maggioranza alla coalizione più votata.

PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA LISTA PIU' VOTATA - CAMERA, 3° quesito, scheda verde.
Abrogazione della possibilità di essere candidato alla Camera e quindi eletto in più di una circoscrizione: l'abrogazione si estende anche al Senato.

Pochi, se non pochissimi, ne hanno parlato. Cercherò di fornirvi una piccola guida sul referendum.

Iniziamo col dire che il primo ed il secondo quesito hanno lo stesso concetto di base. Sia alla Camera che al Senato verranno impedite coalizioni di liste, mentre potranno presentarsi solo delle liste di partito uniche, a cui verrà poi assegnato il premio di maggioranza.
Facciamo un esempio: oggi abbiamo il Pdl che si è alleato con la Lega Nord, oppure il Partito democratico alleato con l’Italia dei Valori. Queste coalizioni si sono presentate nel 2008, ed il premio di maggioranza è stato attribuito alla coalizione di centro destra.
Ora vi chiederete, cos’è il premio di maggioranza? In pratica al momento del calcolo dei seggi da attribuire in Parlamento, una parte di tali seggi è sottratta dal calcolo proporzionale, per essere attribuita alla coalizione che vince le elezioni, rafforzandone la sua maggioranza parlamentare.
Molto interessante il terzo quesito, ovvero il divieto di candidature multiple in più circoscrizioni. Oggi chiunque, sfruttando la propria notorietà, può candidarsi presso tutte le circoscrizioni: ovviamente, se sarà eletto, ne potrà scegliere solo una e rinunciare alle altre; se vince nella circoscrizione nord, per fare un esempio, e se ha già vinto in quella sud, dovrà scegliere quale seggio occupare. Ma il problema è un altro: a seconda della scelta che compie, il neo-eletto dispone anche del destino degli altri candidati nelle altre circoscrizioni, dove vinceranno i primi candidati “non eletti” che subentreranno al suo posto, dato che ha rinunciato. Si tratta di un fenomeno patologico in Italia: 1/3 dei parlamentari è stato scelto, oggi, da chi è già stato eletto e non dagli elettori.

Cosa succede con il referendum. Niente premi di maggioranza alla coalizione ma al singolo partito; inoltre, la soglia di sbarramento – ovvero la percentuale minima di voti per accedere in Parlamento – sarà del 4% alla Camera e dell’8% al Senato. La principale ed intuibile conseguenza è questa: i partiti si “fonderanno” in un unico schieramento per avere più forza elettorale, dato che il premio sarà dato al Pdl o al Pd e non ai partiti “satellite”, i quali esponenti, per essere rappresentati, dovranno confluire nei partiti maggiori (è il caso di Alleanza Nazionale, che è confluita nel Pdl).

Pro e contro. Se al referendum vincerà il “Si”, lo scenario politico nazionale sarà diverso. Si andrà sempre più verso un sistema bipartitico: solo due partiti “di massa”, il Pdl ed il Pd; per gli altri ci sarà poca scelta: confluire o tentare di superare la soglia di sbarramento. Il pluralismo politico non ne beneficerà.
Pdl e Pd sono favorevoli: la loro base elettorale ne garantirà un’egemonia sia da una parte che dall’altra. La Lega Nord invece è contraria a questa scelta, poiché perderebbe definitivamente il potere elettivo, dato dal numero di seggi ottenuti, sul Pdl. Un solo partito avrà la possibilità di governare autonomamente.

Gli astenuti. Molti sostengono che bisogna far mancare il quorum, quindi non andare a votare. Se vince il “Si”, sarà probabile un ritorno alle urne con la nuova legge elettorale. Se è vero che Silvio Berlusconi ed il suo partito hanno un’alta percentuale di consensi, ed alla luce del fatto che già oggi riescono a governare con una maggioranza indisturbata, un ulteriore premio di maggioranza, oltre alla possibilità di governare praticamente da solo, metterebbe a serio rischio il sistema democratico.

Fonte: diegogarciablog.blogspot.com

Sinceramente posso dirvi che ho letto più volte i quesiti dei referendum e ho seguito le diverse opinioni dei SI e dei NO. Risultato? Non ho ancora capito se sia meglio votare Si o No o restare a casa...
Sicuramente questo referendum è stato utile per farmi capire come in Italia i mezzi di comunicazione possono influenzare realmente le masse e quindi l'assetto politico-sociale di questo paese.
Di sicuro non è stato dato lo spazio che un referendum, una delle maggiori espressioni della volontà popolare, avrebbe meritato.

17 giugno 2009

se una rondine non fa primavera...una ronda nera può fare fascismo?

Ecco, mancavano solo ronde nere. Ronde fasciste. L’abbigliamento e l'atteggiamento non lascia scampo ad equivoci.



La destra xenofoba ha ottenuto consensi allarmanti. La Storia ci ha insegnato che alcuni fenomeni iniziano inosservati o sembrano umoristici. Ma poi persone di cui si rideva hanno creato situazioni in cui non si poteva mai più ridere.
[Jan Fischer, presidente Ue]


...anni bui cari signori...
...prevedo anni bui...

CB

15 giugno 2009

14 giugno 2009

Notte bianca "No Bavaglio"

Riporto l'appello partito dal blog voglioscendere.it


E’ il momento di tornare a farci sentire, le raccolte di firme non bastano più.

Con la controriforma delle intercettazioni e della cronaca giudiziaria, il regime punta a salvare i delinquenti e a privare i cittadini della necessaria informazione: vuole espropriarci di quel diritto che Luigi Einaudi definiva “conoscere per deliberare”.

Per questo il Fatto Quotidiano ha deciso di esordire in pubblico, prim’ancora di uscire nelle edicole, organizzando subito una notte bianca “No Bavaglio”. Perché la ragione sociale del nostro giornale è proprio questa: informare.

Ci troveremo tutti insieme la sera di mercoledì 8 luglio a Roma (il luogo lo stiamo scegliendo, per non lasciare fuori nessuno), per incontrarci e dire no alla legge eversiva e golpista del Signor P2 che mira a disarmare la magistratura e a imbavagliare la libera stampa.

Inviteremo sul palco giornalisti, scrittori e artisti per un grande happening di protesta, di satira, di testimonianza, ma soprattutto di informazione.

Spiegheremo la controriforma nel dettaglio, leggeremo e faremo ascoltare in originale le intercettazioni e le carte giudiziarie, anche inedite, dei grandi scandali politico-finanziari che il regime vuole nascondere ai cittadini.

I partiti e i politici di opposizione che vorranno aderire e partecipare tra il pubblico saranno i benvenuti.

Tenetevi liberi, invitate gli amici e restate in contatto con i nostri blog: ogni giorno vi aggiorneremo sugli sviluppi dell’iniziativa.
Più siamo, più il bavaglio si allontana.

Antonio Padellaro e Marco Travaglio
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13 giugno 2009

TG5, Mimun e l'Information Day



Ieri sera, ore 20:20 faccio un di zapping e vado finire sul TG5 e vedo sullo sfondo Santoro.
Penso, vorranno fargli i complimenti per l'ultima sua puntata dell'anno? No, affatto!
Il TG5 è stato tirato in causa da Michele Santoro e li faccio subito il collegamento.

Nella puntata di Annozero dell'altra sera, Santoro manda il servizio sull'intervento di Grillo alla Commissione Affari Costituzionali e Ghedini inizia con i suoi MA VA LA'...e lo attacca dicendo che queste cose indecenti non dovrebbero avere spazio. Allora Santoro replica dicendo che quando il TG5 manderà un servizio del genere allora farà lui a meno!

Allora ecco il contrattacco del TG5 ieri sera col suo fedelissssimo direttore demente mimun che mostra le prove! Il giorno prima il TG5 aveva mandato un servizio sull'intervento di Grillo in Commissione.

Nel servizio non si sente mai la voce di Grillo, ma sul video del suo intervento c'è la voce della giornalista che inizia a sparare le MEZZE VERITA'. Si dice che la legge popolare promossa da Grillo ha l'obiettivo di riformare l'attuale legge elettorale. E' vero, ma non solo aggiungo io! Neppure una parola sul Parlamento Pulito, sui 20 condannati in via definitiva e prescritti come Berlusconi, D'Alema, Andreotti. Niente di niente sui 70 nostri (LORO) rappresentanti condannati in primo e secondo grado o indagati, con Cuffaro e Dell'Utri senatori per meriti giudiziari, condannati in primo grado per relazioni mafiose.

La legge popolare si chiama PARLAMENTO PULITO e i 3 punti che la compongono sono:
  1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
    No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale

  2. DUE LEGISLATURE
    No ai parlamentari di professione da venti e trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente

  3. ELEZIONE DIRETTA
    No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta

Caro Mimun, abbiamo visto e abbiamo giudicato, e sei risultato mancante!
...del resto siamo nel paese delle mezze bugie o delle mezze verità, a voi la scelta...

CB

12 giugno 2009

Democracy import

Berlusconi Gheddafi

Lezioni di Democrazia da un soggetto che fino a qualche anno fa foraggiava gruppi terroristici, cacciava ebrei, faceva abbattere aerei di linea come piccioni (Lockerbie, 270 morti), approntava armi di distruzione di massa (vere).
Ha paragonato gli Stati Uniti al terrorismo islamico, ha detto persino che il terrorismo va compreso. Nessuno è riuscito a contestarlo, una ragazza che alla Sapienza ha cercato di fargli una domanda è stata interrotta e gli è stato tolto il microfono. Gheddafi ha potuto dire quello che gli pareva, fare quel che più gli piaceva, ed è arrivato in Italia con l'aria di chi ha ottenuto tutto, e si porterà a casa la soddisfazione di aver ridicolizzato l'Italia. Perché è di questo che si tratta. Lo ha fatto arrivando con la fotografia di al-Mukhtar sulla divisa, lo ha fatto dichiarando che è venuto in Italia perché l'Italia ha chiesto scusa. Ha usato tutti i mezzi per mettere in difficoltà il nostro paese. Si è vestito da colonnello Gheddafi e si è comportato nel modo più paradossale che potesse esserci.
Probabilmente ha fatto bene. Sapeva di poterselo permettere.

Nel paese delle meraviglie tutto è possibile!

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C'era una volta Enrico



Ieri sera ultima puntata della stagione di Annozero prima della pausa estiva. Se non l'avete vista, rimediate al più presto: GUARDA LA PUNTATA


La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, corrotti, concussori nella politica e nell’amministrazione, bisogna scovarli, denunciarli e metterli in galera. La questione morale fa tutt'uno con l'occupazione dello Stato da parte dei partiti e correnti, con la loro guerra per bande
[Enrico Berlinguer]


Proprio ieri che alla Camera è stato approvato il ddl intercettazioni. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Ieri è stato messo definitivamente il bavaglio alla libertà.


Leggi anche:

CB

11 giugno 2009

Berlusconi cambia idea sul referendum...

Sarà il caso per gli elettori del popolo della libertà che avanzino un'azione di responsabilità?




Buona Visione

10 giugno 2009

La legge del bavaglio

Oggi la Camera vota la fiducia al ddl intercettazioni ed è scontro con l'opposizione che, unita, scrive al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.



L'agenda delle priorità di Silvio Berlusconi continua ad essere ad personam. Quindi, che la ricreazione continui, con buona pace di Emma Marcegaglia. Sostegno alle imprese e a chi perde il lavoro? Possono attendere. Per la bisogna sono sufficienti, al premier, un paio di bubbole nel tempio di cartapesta di Porta a porta (4 giugno): "Oggi non c'è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato. C'è la cassa integrazione per i precari, così come per i lavoratori a progetto".

Il Cavaliere diventa meno fantasioso quando si muove nel suo interesse. Teme le intercettazioni (non si sa mai, con quel che combina al telefono) e paventa le cronache come il diavolo l'acqua santa. Si muove con molta concretezza, in questi casi. Prima notizia post-elettorale, dunque: il governo impone la fiducia alla Camera e oggi sarà legge il disegno che diminuisce l'efficacia delle investigazioni, cancella il dovere della cronaca, distrugge il diritto del cittadino di essere informato. Con buona pace (anche qui) della sicurezza dei cittadini di un Paese che forma il 10 per cento del prodotto interno lordo nelle pieghe del crimine, le investigazioni ne usciranno assottigliate, impoverite.

L'ascolto telefonico, ambientale, telematico da mezzo di ricerca della prova si trasforma in strumento di completamento e rafforzamento di una prova già acquisita. Un optional, per capirci. Un rosario di adempimenti, motivazioni, decisioni collegiali e nuovi carichi di lavoro diventeranno sabbia in un motore già arrugginito avvicinando la machina iustitiae al limite di saturazione che decreta l'impossibilità di celebrare il processo, un processo (appare sempre di più questo il cinico obiettivo "riformatore" del governo). Ancora. Soffocare in sessanta giorni il limite temporale degli ascolti (un'ulteriore stretta: si era parlato di tre mesi) "vanifica gli sforzi investigativi delle forze dell'ordine e degli uffici di procura", come inutilmente ha avvertito il Consiglio superiore della magistratura.

Sistemata in questo modo l'attività d'indagine, il lavoro non poteva dirsi finito se anche l'informazione, il diritto/dovere di cronaca, non avesse pagato il suo prezzo. Con un tratto di penna la nuova legge estende il regime che oggi regola gli atti giudiziari coperti dal segreto anche agli atti non più coperti dal segreto "fino alla conclusioni delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". Prima di questo limite "sarà vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, della documentazione e degli atti delle conversazioni telefoniche anche se non più coperti dal segreto".

Si potrà dire che si indaga su una clinica privata abitata da medici ossessionati dal denaro che operano i pazienti anche se non è necessario. Non si potrà dire qual è quell'inferno dei vivi e quanti e quali pasticci hanno organizzato accordandosi al telefono. Lo si potrà fare soltanto a udienza preliminare conclusa (forse). Con i tempi attuali della giustizia italiana dopo quattro o sei anni. In alcuni patologici casi, dopo dieci.

Addio al giornalismo come servizio al lettore e all'opinione pubblica. Addio alle cronache che consentono di osservare da vicino come funzionano i poteri, lo Stato, i controlli, le autorità, la società. È vero, in alcuni casi l'ostinazione a raccontare le opacità del potere ha convinto il giornalismo ad andare oltre i confini del codice penale violando il segreto. È il suo mestiere, in fondo, perché la libertà di stampa è nata nell'interesse dei governati e non dei governanti e quindi non c'è nessuna ragione decorosa per non pubblicare documenti che raccontano alla pubblica opinione - ricordate un governatore della Banca d'Italia? - come un'autorità di vigilanza protegge (o non protegge) il risparmio e il mercato.

Naturalmente violare la legge, anche se in nome di un dovere professionale, significa accettarne le conseguenze. È proprio sulle conseguenze di violazioni (finora comunemente accettate) che la legge del governo lascia cadere un maglio sulla libertà di stampa. I cronisti che violeranno la consegna del silenzio saranno sospesi per tre mesi dall'Ordine dei giornalisti (sarà questa la vera punizione) e subiranno una condanna penale da sei mesi a tre anni di carcere (che potrà trasformarsi in sanzione pecuniaria, però). Ma non è questo che conta davvero, mi pare. Che volete che sia una multa, se si è fatto un lavoro decente?

La trovata del governo che cambia radicalmente le regole del gioco è un'altra. È la punizione economica inflitta all'editore che, per ogni "omesso controllo", potrà subire una sanzione pecuniaria (incarognita nell'ultimo testo) da 64.500 a 465mila euro. Come dire che a chi non tiene la bocca cucita su quel che sa - e che i lettori dovrebbero sapere - costerà milioni di euro all'anno la violazione della "consegna del silenzio", cifre ragguardevoli e, in molti casi, insostenibili per un settore che non è in buona salute.

L'innovazione legislativa - l'abbiamo già scritto - sposta in modo subdolo e decisivo la linea del conflitto. Era esterna e impegnava alla luce del sole la redazione, l'autorità giudiziaria, i lettori. Diventa interna e vede a confronto, in una stanza chiusa, le redazioni e le proprietà editoriali. La trovata trasferisce il conflitto nel giornale. L'editore ha ora un suo interesse autonomo a far sì che il giornale non pubblichi più quelle cronache. Si portano così le proprietà a intervenire direttamente nei contenuti del lavoro redazionale. Le si sollecita, volente o nolente, a occuparsi della materia informativa vera e propria, sindacando gli atti dei giornalisti. Il governo, nel progetto inviato al Parlamento, pretende addirittura che l'editore debba adottare "misure idonee a favorire lo svolgimento dell'attività giornalistica nel rispetto della legge e a scoprire ed a eliminare tempestivamente situazioni di rischio". È evidente che solo attraverso un controllo continuativo e molto interno dell'attività giornalistica è possibile "scoprire ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio". Di fatto, l'editore viene invitato a entrare nel lavoro giornalistico e a esprimere un sindacato a propria tutela.

Ecco dunque i frutti intossicati della legge che oggi sarà approvata, senza alcuna discussione, a Montecitorio: la magistratura avrà meno strumenti per proteggere il Paese dal crimine e gli individui dall'insicurezza quotidiana; si castigano i giornalisti che non tengono il becco chiuso anche se sanno come vanno le cose; si punisce l'editore spingendolo a mettere le mani nella fattura del giornale. E quel che conta di più, voi - cari lettori - non conoscerete più (se non a babbo morto) le storie che spiegano il Paese, i comportamenti degli uomini che lo governano, i dispositivi che decidono delle vostre stesse vite. Sono le nuove regole di una "ricreazione" che non finisce mai.

Fonte: repubblica.it

8 giugno 2009

Marco Travaglio - Passaparola, 8 Giugno 09

Cornuti, perdenti e contenti





Buona Visione

POST-ELEZIONI...come ha votato l'Italia? Gioia Tauro e Casal di Principe meglio di Arcore


Se non avete niente di meglio da fare, potete andare a guardare le statistiche di questo giorno post-elettorale.
Sul sito di Repubblica è possibile controllare come gli italiani hanno votato nelle varie regioni, province e comuni. Scoprirete molte cose interessanti.

Ho scoperto che il paese roccaforte del PDL non è, come banalmente potevo immaginare, Arcore o la Brianza, ma è GIOIA TAURO (RC) con 66,4% seguito da CASAL DI PRICIPE (CE) con ben il 59,8% dei consensi!
Provincia di Monza e della Brianza soltanto il 37%. Insomma, una delusione in casa Berlusconi!
Meglio di casa berlusconi anche CORLEONE (PA) con il 42,2% degli elettori a sostenere il premier!
Ottimo risultato anche in Puglia con una media del 43,2%.


PS: finale con Gossip...a Casoria, il ducetto di Arcore(o di Gioia Tauro?), si becca il 46,8%!

  1. Gioia Tauro (RC) - 66,4%
  2. Casal Di Principe (CE) - 59,8%
  3. Castel Volturno (CE) - 54,8
  4. Afragola (NA) - 51,4%
  5. Casoria (NA) - 46,8%

Fatemi sapere se qualche altro paese può rientrare in questa speciale classifica!

CB

Gli italiani hanno scelto!


Gli italiani hanno scelto:
nani
, veline, pipponi, papponi, corruttori, fascisti, piduisti.

Gli italiani hanno scelto ma non c'è stato il plebiscito che nel P2L ci si attendeva (o almeno in pubblico dicevano di attendersi). Il P2l frena anche rispetto alle politiche (35%), il PD al 26%, Lega Nord 10%, Idv 8%.
Esporteremo in Europa anche il fior fiore della mafiosità sicula con un UDC che si attesta al 6,5%.
E ancora un'altra volta i comunisti fuori dal parlamento: PRC-PDC e SL fanno rispettivamente 3,4% e 3,1% che se uniti avrebbero fatto un signore 6,5%!!!

...se solo questa sinistra si unisse...

CB

7 giugno 2009

Elezioni - Instant Poll: Pdl 39/43, Pd 27/31


Con la chiusura dei seggi nei vari Paesi, gli exit poll e in qualche caso le proiezioni forniscono una prima indicazione sugli equilibri del nuovo Europarlamento. Da questi dati emergono l'affermazione della destra radicale in Austria e in Ungheria, la tenuta della Cdu di Angela Merkel in Germania, il crollo dei socialisti in Francia.
Un dato che accomuna molti degli Stati membri dell'Unione è l'astensione in forte aumento.

E in Italia? Ancora nessun dato ufficiale se non Instant Poll fornite sia da Repubblica.it che da Corriere.it che danno il Pdl al 39/43, il Pd al 27/31.
Non che ci volesse un grande mago per dare queste proiezioni con un intervallo così largo...
Temo però che questi dati si avvicinano molto a quelle che domani mattina saranno risultati reali.
L'Italia ancora una volta si auto-abisserà nella melma della cattiva politica...?


Ma davvero gli italiani vogliono questo?



...o questo? (saluto fascista della Brambilla)


...vedremo...

PS: se siete forti di stomaco potete andare a vedere Porta a Porta dove sono già pronte le Magnum di Champagne per festeggiare....il padrone!

CB

6 giugno 2009

Votare?


6 e 7 Giugno. Potremmo andarcene tutti al mare, il tempo è dalla nostra. Potremmo andare a farci una gita, stare incolonnati per un paio d'ore davanti al primo casello autostradale di turno (la famiglia Benetton di sicuro ne sarebbe felice).
Ma quest'anno è diverso. Oggi e domani dobbiamo dimostrare che l'Italia è diversa da come qualche premier pippone di viagra e pappone di veline vuole farci credere e far credere all'estero.

Dimostriamo che siamo diversi. Dimostriamo che l'Italia non può essere la terra di qualche nostalgico fascista-piduista che si crede il padrone della nazione.
BISOGNA DIRE BASTA!

Questo voto rappresenta anche un Referendum:
"l'Italia sarà per sempre una terra di nessuno o di pochi, pochissimi?! Possiamo tollerare davvero tutto?!"

CB



Lo psiconano è come la maga Circe, tramuta le persone in porci. Non fa una gran fatica. In fondo, il porco che è in noi è un istinto primordiale.
Il 6 e il 7 giugno mettetevi davanti a uno specchio e ripetete: "Io non sono un porco", per gli uomini o "Io non sono una porca", per le donne. Subito dopo andate a votare.
[beppegrillo.it]

Foto: nonleggerlo.blogspot.com
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3 giugno 2009

2 giugno 2009

...festeggiare o salvare la Repubblica?


2 giugno 1946. Gli italiani scelgono la Repubblica e i membri dell'Assemblea Costituente. Il tutto sempre e solo nel nome dell'antifascismo!



2 giugno 2009. Gli italiani, per la festa della Repubblica (delle Banane), vedono sfilare in Piazza Venezia, il Presidente giorgio napolitano con il Ministro della Difesa ignazio la russa. Ma sulle scale dell’Altare della Patria a ricevere il capo dello Stato ci sono il presidente del Senato renato schifani, quello della Camera gianfranco fini, il presidente del Consiglio silvio berlusconi...
Tutta gente che dell'anti-antifascismo e dello scempio della Costituzione Italiana hanno fatto uno stile di vita!

Dopo 63 anni ci ritroviamo ancora con leggi razziali in vigore, con mafiosi, corruttori, fascisti, piduisti, xenofobi, papponi (si può appartenere anche a più gruppi contemporaneamente) che rappresentano le più alte cariche dello stato!

E allora che senso ha tutto questo?
Non trovo nulla da festeggiare con queste persone, ma proprio nulla!

...più che festeggiare, ho trovato qualcosa da difendere...

CB

1 giugno 2009