3 maggio 2009

Il Tar del Lazio annulla trasferimento Forleo...shhhhh...silenzio!

Tg e giornali hanno confinato la notizia in poche righe, visibili solo al microscopio elettronico. E’ la prima regola del regime: quanto più la notizia è sgradita al potere, tanto più va nascosta. Era già accaduto con i provvedimenti che davano ragione a Genchi, a De Magistris e ai pm di Salerno: omertà totale. La scena si ripete con la sentenza del Tar Lazio che annulla la delibera con cui il Csm nel 2008 trasferì Clementina Forleo da Milano a Cremona per “incompatibilità ambientale”.

Ci hanno raccontato per mesi che Clementina Forleo e Luigi de Magistris erano "cattivi magistrati". Le prime pagine dei principali quotidiani sono state riempite di articoli ed analisi sui "casi" Forleo e de Magistris. Il CSM è intervenuto per trasferire i due reprobi rei di aver rilasciato «dichiarazioni eccessive, forzate e gravissime che hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell'immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi» ("caso" Clementina Forleo) e di aver redatto un "abnorme" decreto di perquisizione a carico del procuratore generale di Potenza Vincenzo Tufano e altri tre indagati, nonché di non aver informato l’allora procuratore capo Mariano Lombardi di questa perquisizione e di un’altra, a carico di altri magistrati, nell’ambito dell´inchiesta «toghe lucane» ("caso" Luigi de Magistris).

Nei mesi immediatamente successivi ci hanno raccontato che Gioacchino Genchi, consulente di Luigi de Magistris, rappresentava il "più grande scandalo della Repubblica". Genchi è stato indagato e perquisito su mandato della procura di Roma, inoltre è stato sospeso dalla Polizia perché ha rilasciato interviste per difendersi dalle calunnie e ha risposto su facebook alle critiche di un giornalista. «Condotta lesiva per il prestigio delle Istituzioni» che rende «la sua permanenza in servizio gravemente nociva per l’immagine della Polizia» è la asserita motivazione della sospensione.

Beh, tenetevi forte: le accuse mosse a Forleo, de Magistris e Genchi erano basate sul nulla. La verità dei fatti sta emergendo in modo palese. Solo che lo dicono in pochi. Le autorevoli penne con i baffi che hanno avuto un ruolo centrale nella delegittimazione di questi uomini dello Stato sono rimaste nelle ultime settimane nel calamaio, rendendo evidente una volta per tutte di non lavorare a servizio dei lettori e di svolgere un ruolo ben diverso da quello di giornalista.

Il TAR del Lazio il 30 aprile 2009 ha dichiarato "insussistenti i presupposti" a fondamento della decisione presa dal CSM di trasferire Clementina Forleo ed ha pertanto annullato il relativo trasferimento.

La Procura di Salerno ha ritenuto il 2 dicembre 2008 pienamente legittimo l´operato di Luigi de Magistris e di Gioacchino Genchi ed il Tribunale del Riesame di Salerno ha confermato il 9 gennaio 2009 questa conclusione. Il GIP di Salerno ha prosciolto il 29 aprile 2009 Luigi de Magistris nell´ambito dell´inchiesta "Toghe Lucane" perché ne ha ritenuto provata l'assoluta correttezza ed ha anzi accertato l´esistenza di ostacoli posti in essere allo sviluppo delle sue inchieste.

Il Tribunale del Riesame di Roma ha annullato il 10 aprile 2009 le perquisizioni ed i sequestri eseguiti dal reparto tecnico del ROS nei confronti di Gioacchino Genchi. Le ordinanze del Tribunale hanno stabilito la piena legittimità dell´operato di Genchi ed hanno raso al suolo il precario "teorema" accusatorio messo assieme dai procuratori aggiunti di Roma Nello Rossi e Achille Toro e dal sostituto Andrea De Gasperis sulla base di presunti elementi di prova che nemmeno rispondevano ai reati contestati.

Non esistono dunque i "casi" Forleo, de Magistris e Genchi come buona parte dell´informazione e di alcuni organi istituzionali hanno voluto farci credere. Esistono invece i casi "Milano, Catanzaro e Roma" dove singoli esponenti delle Istituzioni ed in particolare della magistratura hanno bloccato sul nascere l´accertamento della verità ed hanno preso iniziative tese ad ostacolare coloro che si sono sempre mossi nel rispetto dell´uguaglianza della Legge per tutti.

Nel caso di Gioacchino Genchi i Pm di Roma si sono rifiutati di dare esecuzione ad un´ordinanza del Tribunale del Riesame e si sono resi responsabili dei reati di rifiuto di atti d´ufficio e di appropriazione indebita. Gli organi di controllo non hanno nulla da dire a riguardo? Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica e del CSM, ha recentemente affermato che la "Costituzione non è un residuato bellico". Forse sarebbe il caso che lo stesso presidente Napolitano facesse seguire alle sue autorevoli parole i fatti e richiamasse al rispetto dei principi della Carta fondamentale proprio coloro che sono chiamati per primi ad applicarla.
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