30 maggio 2009

Made in Italy: Italians do it better..???



Siamo proprio nel cuore di tutto il mondo: pizza e mandolino ormai però sono passati! Ora l'Italia è Mafia e Berlusconi e spesso le due cose hanno una linea di separazione molto ma molto sottile, quasi invisibile agli occhi di molti!

E' un orgoglio per noi italiani leggere le pagine della stampa estera...

  • Time - Berlusconi and the Girl: No Spice, Thank You
  • Le Figaro - Affaire Noemi : Berlusconi met son poste dans la balance
  • Guardian - You can tell how much trouble Berlusconi is in - even the Blairs are distancing themselves from him
  • El Paìs - Berlusconi: "Jamás he tenido relaciones picantes con menores"
  • Libèration - «Papounet» contre-attaque dans le scandale Noemi
  • Reuters - Italy riveted by saga of Berlusconi and teenager
  • Die Welt - Die schönen Schwächen des Cavaliere
  • Clarìn - Berlusconi sale a defender su relación con una adolescent

29 maggio 2009

Chiesa e Silvio, due pesi e due misure

La Chiesa cattolica è coerente, dal suo punto di vista, quando distribuisce scomuniche, precetti morali e indicazioni politiche. Peccato lo faccia in maniera politicamente selettiva: severissima, per esempio, con chi vuol decidere della sua vita e della sua morte, estremamente tollerante con un corruttore di giudici, di testimoni e di minorenni.
Ecco infatti come risponde su Silvio-Noemi un campione del cattolicesimo, Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle Opere e oggi presidente della Fondazione per la sussidiarietà: «Vede, io credo molto nel peccato originale e me lo sento addosso. E questo riguarda tutti: chi è senza peccato, scagli la prima pietra. Si figuri se mi metto a giudicare come fossi un Torquemada il comportamento morale degli altri». «Non possiamo fare una questione politica di fatti specifici, dallo svolgimento dubbio, costruiti attraverso inchieste giornalistiche, quasi si volesse dare loro un valore giudiziario. I fatti da appurare sarebbero infiniti e si ricreerebbe quel tipo di sospetto generalizzato di cui abbiamo sofferto nel dopo Tangentopoli». «La questione morale è una tensione al vero, non soltanto una coerenza». «I vescovi hanno detto che oggi come ieri, in Italia, di questioni morali ce ne sono tante, ed è giusto tenerle vive tutte. Hanno aggiunto: “Ognuno ha la propria coscienza, la propria capacità di giudizio”». «Adesso c’è un governo in azione che deve rispondere dei suoi atti, abbiamo problemi gravi da affrontare. E chi ha votato, cattolico o no, ha il diritto di avere un governo che governi, senza altre interferenze». «Don Giussani (…) spiegava che l’essenziale è la devozione sincera al bene comune e la competenza reale adeguata. Su questo giudica un cristiano. Io valuto un governo sul fatto che tuteli la dignità della persona, favorisca la sussidiarietà come welfare partecipato dalla gente, sviluppi la libertà di educazione e così via. Se è così, bene. Dopodiché (Berlusconi) risponderà del suo comportamento davanti a Dio, se ci crede». «Vede, io sono per una visione laica della politica. Non mi pongo il problema Berlusconi e valori cattolici. Piuttosto mi chiedo: che cosa ha fatto di positivo? E penso tra l’altro al libro bianco, alla politica estera, alla gestione delle emergenze come in Abruzzo, alla tutela della vita. Punto».

di Gianni Barbacetto



Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle Opere. La stessa compagnia di cui è leader in Calabria un certo Antonio Saladino, imprenditore di Lamezia Terme e indagato nelle famose inchieste di De Magistris.
Insomma...una garanzia!

Quante cose abbiamo fatto nell'ultimo anno...alla fine è arrivato pure Gino!



Buona Visione

27 maggio 2009

Il PDL imbarca Casa Pound

Alle prossime elezioni comunali a Verbania la lista del neonato Popolo delle Libertà ospiterà un candidato di Casapound. I "fascisti del terzo millennio", come amano definirsi, hanno recentemente annunciato di aver concluso l'accordo con il partito del predellino dopo aver intavolato trattative anche con la Lega Nord. Il candidato di Casapound sarà Gianluca Padovan, coordinatore locale del Blocco Studentesco, gli studenti di Casapound, l'allegra combriccola di balilla che annovera tra le sue file i bastonatori di Piazza Navona. Il Blocco Studentesco è guidato a livello nazionale da Francesco Polacchi, spranga tricolore in mano a Piazza Navona, già arrestato nel 2007 con l'accusa di tentato omicidio. Gente tranquilla.

I sedicenti "ribelli non conformi" faranno così campagna elettorale per il partito di Berlusconi, nota attività ribelle e non conforme... Ah, cosa non si farebbe per una poltrona! E pensare che qualche giornalista locale aveva iniziato a credere alla sincerità della propensione sociale del movimento neofascista. A forza di trovate mediatiche e comunicati in cui professavano la loro viscerale contrarietà alla chiusura della scuola pubblica, il loro favore allo stato sociale e la sincera denuncia della piaga delle morti sul lavoro, in redazione qualcuno aveva abboccato. Ma ora la maschera cade e si preparano a raccogliere voti per chi sta smantellando le ultime apparenze di wellfare state, per chi taglia fondi all'istruzione costringendo le università a privatizzarsi (con buona pace del diritto allo studio) e per chi sta dimezzando le pene per i datori di lavoro che non rispettano le disposizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro. Come la mettiamo? E il PdL, almeno nelle intenzioni del suo illustre fondatore, non avrebbe dovuto essere il "partito dei moderati italiani"? Ad ora ha perso per strada i centristi dell'Udc e imbarcato il movimentino neofascista Azione Sociale di Alessandra Mussolini (che, ricordiamo, era uscita da An dopo il viaggio in Israele di Fini).

Adesso arrivano anche i "fascisti del terzo millennio" a sostenere la candidatura a sindaco dell'ex missino Zacchera, uno dei firmatari del ddl 1360 che tende ad equiparare la X mas e le brigate nere ai partigiani e alle forze armate che combatterono il nazifascismo. Intanto nel capoluogo del Vco la campagna elettorale è già partita. Sabato 4 aprile Casapound ha organizzato a Verbania un incontro alla presenza di Simone Di Stefano, responsabile nazionale dell'organizzazione, uno che dice «se leggiamo esattamente la "Dottrina del Fascismo" scritta da Mussolini e Gentile, su quello ci riconosciamo in pieno». Il tutto avverrà nel lussuoso Hotel Pallanza, il cui proprietario è proprio il candidato sindaco Zacchera. Ex e neo camerati si rincontrano, dunque. Una mossa ben studiata per rassicurare l'elettorato, alla faccia della "svolta antifascista" di Fini. Tranquilli, si può continuare ad essere fascisti anche votando PdL.

25 maggio 2009

Marco Travaglio - Passaparola, 25 maggio 09

L'insostenibile impunità di Berlusconi




Buona Visione

20 maggio 2009

La sentenza: «Mills fu corrotto da Berlusconi»


L'avvocato David Mills ha agito per conto di Berlusconi e della Fininvest. È questa la motivazione con cui i giudici hanno condannato il legale inglese per corruzione in atti giudiziari.
La sentenza, che è stata appena depositate a Milano, recita che Mills «ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e alla Fininvest l'impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite».


Siamo alle solite! Anzi no. Questa volta c'è un corrotto e c'è anche un corruttore! E questo corruttore che sia o meno il Presidente del Consiglio italiano poco deve importare a questa stampa comunista e deviata! La storia deve essere scritta diversamente! Il Governo così ha deciso!
Quindi sono giudici politicamente schierati e fantasiosi a doversi difendere e giustificarsi di fronte ad una vicenda così grave!
Quindi guai a chiedere...guai! Quando una giornalista de L'Unità chiede al CORRUTTORE BERLUSCONI: «A questo punto non sarebbe meglio farsi processare?». Berlusconi alza moltissimo la voce, quasi urla: «Su questa cosa mi infurio. Lo posso giurare sui miei figli. Non perdo tempo a risponderle. Me ne vado o senno se ne va lei. Questa cosa mi fa infuriare, è come se mi dicessero che non mi chiamo Silvio Berlusconi. Avevamo ricusato questo giudice - prosegue il premier - che in tutte le situazioni è andato in piazza per criticare l'operato del governo. È una cosa scandalosa, vedrete cosa dirò in Parlamento...»

La storia deve essere scritta diversamente! Il Governo così ha deciso!

CB

18 maggio 2009

Luttazzi: Io, al "confino mediatico" nell'Italia di Berlusconi

Scusatemi, ma non ci sono foto di qualità con Daniele Luttazzi in una televisione pubblica. Si, è difficilissimo trovarle perché la sua ultima apparizione in una tv pubblica risale ormai al 2001. Quando ancora la tecnologia dell'acquisizione video lasciava a desiderare...
Da quella puntata del marzo 2001 quando il diabolico Daniele diede la parola all'ancora semi-sconosciuto Travaglio Marco! Era periodo pre-elettorale e parlare male di qualche politico non era ammesso...


Ecco un'intervista rilasciata da Daniele Luttazzi al Times.

Daniele Luttazzi: "Nel ventennio fascista l’unica agenzia di stampa era quella del regime. I giornali liberi venivano chiusi e gli oppositori al regime perdevano il posto di lavoro, venivano mandati al confino, venivano uccisi. Oggi non uccidono gli oppositori: ti tolgono gli spazi di espressione".



CB

Marco Travaglio - Passaparola, 18 Maggio 09

Chi è Stato: nessuno.




Buona visione

15 maggio 2009

Saramago: Fino a quando, Berlusconi, abuserai della nostra pazienza?

di José Saramago, da cuaderno.josesaramago.org.

Duemila e cinquanta anni fa, giorno più giorno meno, in un’ora simile a questa, il buon Cicerone stava gridando la sua indignazione nel senato di Roma o nel Foro romano: “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, e chiedeva una volta di più al vigliacco cospiratore che aveva voluto ucciderlo per impadronirsi di un potere al quale non aveva alcun diritto. La Storia è tanto prodiga, tanto generosa, che oltre a darci eccellenti lezioni sull’attualità di alcuni eventi d’altri tempi, ci lascia anche, per nostro uso, alcune parole, alcune frasi che, per una qualche ragione, hanno finito per gettare radici nella memoria dei popoli. La frase che ho citato prima, fresca, vibrante, come se fosse stata pronunciata un attimo fa, è senza dubbio tra quelle. Cicerone fu un grande oratore, un tribuno di enormi mezzi espressivi, però è interessante notare come in questo caso abbia preferito utilizzare termini tra i più comuni, che avrebbero potuto uscire dalla bocca di una madre che rimprovera il figlio irrequieto. Con l’enorme differenza che quel figlio di Roma, quel tale Catilina, era un mascalzone della peggior specie, sia come uomo che come politico.
La Storia d’Italia per qualcuno è sorprendente. E’ un lunghissimo rosario di geni, pittori, scultori o architetti, musicisti o filosofi, scrittori o poeti, miniatori o artisti, un numero senza fine di gente sublime che rappresenta quanto di meglio l’umanità ha pensato, immaginato, fatto. Non mancano certo le catiline di caratura più o meno forte, però nessun paese ne è esente, è una lebbra che tocca a tutti. Il Catilina di oggi, in Italia, si chiama Berlusconi. Non ha bisogno di dare la scalata al potere, perché è già suo, ha abbastanza denaro per comprare tutti i complici di cui ha bisogno, compresi giudici, deputati e senatori. E’ riuscito nell’impresa di dividere il popolo italiano in due parti: quelli cui piacerebbe essere come lui e quelli che già lo sono. Adesso promuove l’approvazione di leggi discriminatorie in modo assoluto contro l’immigrazione illegale, si inventa pattuglie di cittadini per collaborare con la polizia nella repressione fisica dei migranti senza documenti e, colmo dei colmi, proibisce ai figli di padri immigrati di essere iscritti nei registri civili. Catilina, quello storico, non avrebbe fatto di meglio.
Dicevo prima che la Storia d’Italia per qualcuno è sorprendente. Per esempio, sorprende che nessuna voce italiana (almeno che io sappia) abbia ripreso, adattandole ma di poco, le parole di Cicerone: “Fino a quando, Berlusconi, abuserai della nostra pazienza?”.
Bisognerebbe provarci, magari si avrà qualche risultato e magari, per questo o per qualche altro motivo, l’Italia tornerà a sorprenderci.

12 maggio 2009

Restiamo Umani

Tratto da A Sinistra

Un secondo barcone di sventurati è stato respinto e ricondotto in Libia. Quanti erano? Non è importante. 100,… 20… ,…1, non ha importanza. Sono stati violati dei diritti e a violarli è stato il governo del nostro paese.

Questi diritti violati costeranno a povera gente che sfuggiva a guerre massacri e fame in alcuni casi tortura e morte.
Ho fatto una carrellata veloce e più o meno tutti i dirigenti della sinistra, con toni più o meno diversi, hanno parlato, scritto, condannato.
Non Basta!!!

A fronte di questa infamia c’è un’esigenza precisa, ineludibile, che la sinistra dia una risposta unica e compatta antirazzista. Non possono esserci distinguo e non può essere una campagna elettorale che spegne il nostro sdegno.
Chiedo che questo appello venga raccolto e si concretizzi nel giro di poco tempo nella risposta della Sinistra italiana contro al razzismo, contro l’intolleranza e per ristabilire i diritti di asilo e di accoglienza.

Da Repubblica - (Audio) il dramma dalle carceri libiche

Da Repubblica - testimone nigeriano

Dall'Unità - Le leggi razziali ci sono gia

Dall'Unità - Berlusconi : no all'italia multietnica

Da La Stampa - La Cei: l'Italia è già multietnica

La pandemia


Per una strana ironia del destino la multinazionale Sanofi – Aventis, lo scorso 9 marzo 2009 ha annunciato, tramite un comunicato stampa, la decisione d’investire 100 milioni di euro nella costruzione di un nuovo impianto per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica, che verrà situato proprio in Messico, in virtù di un accordo firmato a Mexico City alla presenza del Presidente francese Nicolas Sarkozy. Nel comunicato si fa inoltre espressamente riferimento alla “preparazione a possibili pandemie influenzali.”

Questo scherzo del fato non è però rimasto isolato, dal momento che neppure un mese dopo, lo scorso 2 aprile 2009, la multinazionale Sanofi - Aventis ha annunciato di avere acquistato il produttore di farmaci generici messicano Laboratorios Kendrik, con un giro d’affari annuo di 26 milioni di euro, al fine di migliorare la propria posizione nei paesi emergenti.

Acquisizione che consente oggi a Sanofi - Aventis di controllare circa il 15% dell’intero mercato dei farmaci generici messicano.

Coincidenze?

11 maggio 2009

6 maggio 2009

Lo specchio infranto

di CURZIO MALTESE

Ma che effetto avrà fatto agli italiani vedere in mondovisione il presidente del Consiglio costretto a discolparsi di non andare con le minorenni? Dice proprio così, "Non è vero che frequento le minorenni". Come sostiene non un passante, un avversario politico senza scrupoli, un giornalaccio scandalistico, un sito di gossip, ma la madre dei suoi figli. Eccolo, il premier più popolare del mondo, secondo i suoi stessi sondaggi amato dal 75 per cento degli italiani, ma compatito, con punte di disgusto, dalla donna che gli sta accanto da trent'anni. Perché, sostiene Veronica, "è una persona che non sta bene".

Eccolo, il re nudo, con i suoi settantadue anni e i capelli nuovi, il cameraman di fiducia, nel salotto amico, mentre spiega che figurarsi se lui frequenta le ragazzine, come sostiene Veronica. Figurarsi se voleva candidare le veline all'europarlamento. Figurarsi se Veronica, che gli sta accanto da trent'anni, conosce la verità. Figurarsi, d'altra parte, se lui candida qualcuno per altri meriti che l'impegno negli studi, la competenza, l'idealismo, come del resto "nel caso di Gelmini, Carfagna, Brambilla...". Ma si capisce, certo.

Nella sempre spettacolare parabola di Silvio Berlusconi questo rimarrà il vertice. Ma stavolta non è stato lui a scegliersi la scena e neppure la parte. Lo ha costretto la moglie. L'unica persona vicina a infrangere lo specchio e a rompere il muro dell'omertà, retto per tanti anni da centinaia di schiene di cortigiani politici, giornalisti, avvocati, amici, disposti a chiudere un occhio, due, tre in tutti questi anni sullo scempio di legalità e moralità. E lui ha dovuto andare in televisione, in mondovisione, a raccontare che sua moglie è male informata sul marito, vittima di un complotto della sinistra, dei giornali di sinistra, di Repubblica. "Non a caso Repubblica". Vero. Da chi doveva andare Veronica, in un paese classificato nella libertà di stampa dietro al Benin, dove il marito controlla gran parte dell'informazione? Non c'era molta scelta. Neppure Berlusconi ha fatto una scelta originale, andando da Vespa per riparare i danni dell'attacco dei vescovi. Dove, sennò?

La claque lo sostiene, lo applaude a ogni passaggio della difficile arrampicata di sesto grado sugli specchi, sullo specchio del volto gigantesco di Veronica alle sue spalle. Sembra una scena di un film di Fellini, la Donna stupenda e immensa, e l'omino laggiù, una formica, che si dibatte in alibi puerili, strepita innocenza, sputa minacce. Gli spettatori italiani, dopo tanti anni di teleserva, non faranno più caso all'atteggiamento di Bruno Vespa, accondiscende fin dal titolo. Il più surreale mai escogitato da Vespa: "Adesso parlo io". Adesso parla Berlusconi? Perché, gli altri giorni degli ultimi quindici anni? Tuttavia, tanto per dare un'idea vaga di giornalismo, bisognerebbe ricordare il genere delle questioni poste a Bill Clinton dal suo intervistatore per il caso di Monica Lewinski (peraltro abbondantemente maggiorenne). Queste: quando, dove e come vi siete conosciuti? Quante volte vi siete visti in seguito? I genitori erano al corrente del vostro rapporto e in quali termini? E' venuta a trovarla a Washington (a Roma)? E' andato a trovarla a casa di lei? Dove dormivate? Avete avuto rapporti sessuali? Di che tipo? Quante volte? Quante volte completi? E Bill Clinton ha risposto a tutte le domande, senza citare neppure alla lontana una teoria del complotto. Alla fine è andato a scusarsi da sua moglie, nel salotto di casa, non nel salotto televisivo del ciambellano. Ha chiesto perdono a sua moglie, che aveva offeso. Si è ripresentato all'opinione pubblica quando lo ha ottenuto, dopo aver ammesso nel dettaglio più intimo e vergognoso le proprie colpe. Così accade in un paese democratico e civile.

Forse a Silvio Berlusconi sarà bastato passare una sera dall'amico Vespa, nel calore della claque, per ricominciare da domani come nulla fosse. Magari bisognerà pure rassegnarsi, con realismo, a capire che in questa storia l'unica che non potrà più liberamente andare in giro per le strade di questo paese è la vittima, Veronica Lario. Già inseguita dalla muta dei cani che hanno appena cominciato a delegittimarla in tutti i modi.

4 maggio 2009

3 maggio 2009

Veronica forse ha capito e divorzia. Ma gli italiani quando lo faranno?


Veronica, addio a Berlusconi
"Ho deciso, chiedo il divorzio"

Ha conosciuto Berlusconi nel 1980 durante un suo spettacolo, poi si sono sposati con rito civile il 15 dicembre 1990.

La donna sembra aver confessato ad un'amica:
"Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni".

Cosa le ha aperto gli occhi? La vicenda della diciottenne di Casoria o le hard-candidature per le europee o forse le vicende Rai-Saccà-Troise-Manna & Co.?

Forse dobbiamo prendere atto che una delle pochissime opposizioni in Italia viene da Arcore ed è (era) spostata con Berlusconi. Più dura di Di Pietro, più efficace di Franceschini, finalmente in Italia c'è un’opposizione seria a Silvio Berlusconi. E' finanziata da Silvio Berlusconi e si chiama Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, in arte (e due!) Veronica Berlusconi.
E' sua l’unica voce che si alza contro il più ridicolo primo ministro del mondo alla vigilia delle elezioni europee.

Veronica si è stancata! Ma gli italiani?

CB

Il Tar del Lazio annulla trasferimento Forleo...shhhhh...silenzio!

Tg e giornali hanno confinato la notizia in poche righe, visibili solo al microscopio elettronico. E’ la prima regola del regime: quanto più la notizia è sgradita al potere, tanto più va nascosta. Era già accaduto con i provvedimenti che davano ragione a Genchi, a De Magistris e ai pm di Salerno: omertà totale. La scena si ripete con la sentenza del Tar Lazio che annulla la delibera con cui il Csm nel 2008 trasferì Clementina Forleo da Milano a Cremona per “incompatibilità ambientale”.

Ci hanno raccontato per mesi che Clementina Forleo e Luigi de Magistris erano "cattivi magistrati". Le prime pagine dei principali quotidiani sono state riempite di articoli ed analisi sui "casi" Forleo e de Magistris. Il CSM è intervenuto per trasferire i due reprobi rei di aver rilasciato «dichiarazioni eccessive, forzate e gravissime che hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell'immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi» ("caso" Clementina Forleo) e di aver redatto un "abnorme" decreto di perquisizione a carico del procuratore generale di Potenza Vincenzo Tufano e altri tre indagati, nonché di non aver informato l’allora procuratore capo Mariano Lombardi di questa perquisizione e di un’altra, a carico di altri magistrati, nell’ambito dell´inchiesta «toghe lucane» ("caso" Luigi de Magistris).

Nei mesi immediatamente successivi ci hanno raccontato che Gioacchino Genchi, consulente di Luigi de Magistris, rappresentava il "più grande scandalo della Repubblica". Genchi è stato indagato e perquisito su mandato della procura di Roma, inoltre è stato sospeso dalla Polizia perché ha rilasciato interviste per difendersi dalle calunnie e ha risposto su facebook alle critiche di un giornalista. «Condotta lesiva per il prestigio delle Istituzioni» che rende «la sua permanenza in servizio gravemente nociva per l’immagine della Polizia» è la asserita motivazione della sospensione.

Beh, tenetevi forte: le accuse mosse a Forleo, de Magistris e Genchi erano basate sul nulla. La verità dei fatti sta emergendo in modo palese. Solo che lo dicono in pochi. Le autorevoli penne con i baffi che hanno avuto un ruolo centrale nella delegittimazione di questi uomini dello Stato sono rimaste nelle ultime settimane nel calamaio, rendendo evidente una volta per tutte di non lavorare a servizio dei lettori e di svolgere un ruolo ben diverso da quello di giornalista.

Il TAR del Lazio il 30 aprile 2009 ha dichiarato "insussistenti i presupposti" a fondamento della decisione presa dal CSM di trasferire Clementina Forleo ed ha pertanto annullato il relativo trasferimento.

La Procura di Salerno ha ritenuto il 2 dicembre 2008 pienamente legittimo l´operato di Luigi de Magistris e di Gioacchino Genchi ed il Tribunale del Riesame di Salerno ha confermato il 9 gennaio 2009 questa conclusione. Il GIP di Salerno ha prosciolto il 29 aprile 2009 Luigi de Magistris nell´ambito dell´inchiesta "Toghe Lucane" perché ne ha ritenuto provata l'assoluta correttezza ed ha anzi accertato l´esistenza di ostacoli posti in essere allo sviluppo delle sue inchieste.

Il Tribunale del Riesame di Roma ha annullato il 10 aprile 2009 le perquisizioni ed i sequestri eseguiti dal reparto tecnico del ROS nei confronti di Gioacchino Genchi. Le ordinanze del Tribunale hanno stabilito la piena legittimità dell´operato di Genchi ed hanno raso al suolo il precario "teorema" accusatorio messo assieme dai procuratori aggiunti di Roma Nello Rossi e Achille Toro e dal sostituto Andrea De Gasperis sulla base di presunti elementi di prova che nemmeno rispondevano ai reati contestati.

Non esistono dunque i "casi" Forleo, de Magistris e Genchi come buona parte dell´informazione e di alcuni organi istituzionali hanno voluto farci credere. Esistono invece i casi "Milano, Catanzaro e Roma" dove singoli esponenti delle Istituzioni ed in particolare della magistratura hanno bloccato sul nascere l´accertamento della verità ed hanno preso iniziative tese ad ostacolare coloro che si sono sempre mossi nel rispetto dell´uguaglianza della Legge per tutti.

Nel caso di Gioacchino Genchi i Pm di Roma si sono rifiutati di dare esecuzione ad un´ordinanza del Tribunale del Riesame e si sono resi responsabili dei reati di rifiuto di atti d´ufficio e di appropriazione indebita. Gli organi di controllo non hanno nulla da dire a riguardo? Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica e del CSM, ha recentemente affermato che la "Costituzione non è un residuato bellico". Forse sarebbe il caso che lo stesso presidente Napolitano facesse seguire alle sue autorevoli parole i fatti e richiamasse al rispetto dei principi della Carta fondamentale proprio coloro che sono chiamati per primi ad applicarla.
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1 maggio 2009

Retrocessi! Israel, Italy and Hong Kong Lose Free Status

Da oggi l'Italia è "un paese solo parzialmente libero" per la libertà di stampa. retrocesso e sbattuto fuori dall'Unione Europea nella classifica stilata dall'organizzazione internazionale "freedom house" per il ruolo di Berlusconi e la concentrazione dei mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida. "Un caso unico al mondo" bolla il nostro paese a libertà limitata il rapporto presentato a Washington dalla organizzazione no-profit che ebbe come prima presidente Eleanor Roosevelt.

Finalmente siamo passati da VERDE a GIALLO! Finalmente abbiamo preso il colore di quasi tutti i paesi sudamericani. Ora si che l'Italia può essere definita l'unico paese sudamericano in Europa!


clicca sulla mappa


CB

Un altro 1° Maggio da conoscere...


Tratto da "Io so e ho le prove" di Roberto Saviano

Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E La verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei manuali d’economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti. Io so. E lo sanno le mie prove. Le prove non sono nascoste in nessuna pendrive celata in buche sotto terra. Non ho video compromettenti in garage nascosti in inaccessibili paesini di montagna. Né possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti. Le prove sono inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con la parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni. Io vedo, trasento, guardo, parlo, e così testimonio, brutta parola che ancora può valere quando sussurra: “è falso” all’orecchio di ascolta le cantilene a rima baciata dei meccanismi di potere. La verità è parziale, infondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe chimica. Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità.
[...]
Il cemento. Petrolio del sud. Tutto nasce dal cemento. Non esiste impero economico nato nel mezzogiorno che non veda il passaggio nelle costruzioni. Appalti, gare d’appalto, cave, cemento, inerti, malta, mattoni, impalcature, operai. L’armamentario dell’imprenditore italiano è questo. L’imprenditore italiano che non ha i piedi del suo impero, (principato o feudo da valvassore) nel cemento non ha speranza alcuna.
[...]
Io so. So come si lavora nei cantieri. Come le impalcature vengono messe a castello, come la parte maggiore dei cantieri presenti in Italia non sia messo a norma, come i materiali siano saccheggiati, i terreni sottratti, gli operai tenuti a nero. I meccanismi sono scientifici, foggiati dalle più brillanti menti dei commercialisti del bel paese. Gli operai vengono costretti a sottoscrivere buste paga perfettamente regolari, così, soprattutto al nord, per eventuali controlli e monitoraggi di sindacati tutto è in regola. In realtà i lavoratori percepiscono il 50% in meno di quanto indicato. Un modo per dimostrare agli ispettori del lavoro il rispetto dei contratti. Una vera e propria evasione fiscale a tavolino che sottrae allo Stato solo per le ditte operanti al nord 500 milioni di euro, secondo quanti affermano i sindacati confederati degli edili. Cifre che rientrano nelle logiche del massimo ribasso.
Oltre il 40 % delle ditte edili che agiscono in Italia sono del sud. Agro-aversano, napoletano, salernitano. Senza contare le miriadi di ditte di subappalto che non hanno traccia e quindi non rientrano nelle statistiche. Le imprese arrivano cariche di ragazzi meridionali e romeni. Pochissimi gli africani.
[...]
Di lavoro si muore. Continuamente. La velocità di costruzioni la necessità di risparmiare su ogni tipo di sicurezza e su ogni rispetto d’orario. Turni disumani 9/12 ore al giorno compreso sabato e domenica. 100 euro a settimana la paga con lo straordinario notturno e domenicale di 50 euro ogni 10 ore. I più giovani se ne fanno anche quindici. Magari tirando coca, che qui vendono a 15 euro a pista. Le mascherine per evitare che le polveri siano inalate sembrano una provocazione e il cordino che dovrebbe assicurare alle impalcature i corpi degli operai è usato come portachiavi dei mazzi molteplici dei capimastro. Quando si muore nei cantieri, si avvia un meccanismo collaudato. Il corpo se morto viene portato via dal cantiere e a secondo della zona viene simulato un incidente stradale. Lo mettono in auto che poi si fanno cascare in scarpate o dirupi, non dimenticando di far prendere fuoco all’auto. La somma che l’assicurazione pagherà al morto verrà girata alla famiglia come liquidazione.
Non è raro che per simulare l’incidente si feriscano anche i simulatori in modo grave, soprattutto quando c’è da ammaccare un’auto contro il muro, prima di darle fuoco con il cadavere dentro. Quando il mastro è presente il meccanismo è funzionante. Quando è assente il panico spesso attanaglia gli operai. Ed allora si prende il ferito grave, il quasi-cadavere e lo si lascia quasi sempre vicino ad una strada che porta all’ospedale. Si passa con la macchina si adagia il corpo e si fugge. Quando proprio lo scrupolo è all’eccesso si avverte un'autoambulanza.
Chiunque prende parte alla scomparsa o all’abbandono del corpo quasi cadavere sa che lo stesso faranno i colleghi qualora dovesse accedere al suo corpo di sfracellarsi o infilzarsi. Sai per certo che chi ti è a fianco in caso di pericolo ti soccorrerà nell’immediato per sbarazzarsi di te, come dire ti darà il colpo di grazia. E così si ha una specie di diffidenza nei cantieri. Chi ti è a fianco potrebbe essere il tuo boia o tu sarai il suo. Non ti farà soffrire ma sarà anche quello che ti lascerà crepare da solo su un marciapiede o ti darà fuoco in un auto. Tutti i costruttori sanno che funziona in questo modo.
E le ditte del sud hanno garanzie migliori. Lavorano e scompaiono ed ogni guaio se lo risolvono senza clamore. Io so ed ho le prove. E le prove hanno un nome. Sono Ciro Leonardo morto a 17 anni mentre stava riparando un solaio cascando dal settimo piano. Le prove si chiamano Francesco Iacomino, aveva 33 anni quando l’hanno trovato con la tuta da lavoro sul selciato all’incrocio tra via Quattro Orologi e via Gabriele D’Annunzio a Ercolano. Nicola Tricarico 26 anni, fulminato mentre lavorava alla ristrutturazione di un negozio. A nero.
Dopo l’incidente sono scappati tutti, geometra compreso. Nessuno ha chiamato l’autoambulanza temendo potesse arrivare prima della loro fuga. Lasciando lì il cadavere raffreddarsi. E quando si muore al nord se non c’è tempo di abbandonare a sud il corpo la macchina incidentata è già pronta assieme alla benzina per occultare il corpo in un incidente sulle affollate e insanguinate strade padane.
In sette mesi nei cantieri a nord di Napoli sono morti 15 operai edili. Cascati, finiti sotto pale meccaniche o spiaccicati da gru gestite da operai stremati dalle ore di lavoro. Bisogna far presto. Anche se i cantieri durano anni, le ditte in subappalto devono lasciar posto subito ad altre. Guadagnare, battere cassa e andare altrove. Prima si alzano palazzi, prima si vendono, prima si diviene imprenditori, prima i danari vanno altrove. Prima si possono comprare pompe di benzina, prima si possono avere garanzie con le banche, prima si possono sposare modelle e comprare giornali. A sud si può estrarre, si può ancora estrarre. Si possono depredare terre, mordere montagne, nascondere i veleni sotto la moquette della terra. A sud possono ancora nascere gli imperi le maglie dell’economia si possono forzare e l’equilibrio dell’accumulazione originaria non è stato ancora completato.
A sud bisognerebbe appendere dalla Puglia alla Calabria dei cartelloni con il BENVENUTO per gli imprenditori che vogliono lanciarsi nell’agone del cemento e in pochi anni entrare nei salotti romani e milanesi. Un BENVENUTO che sa di buona fortuna siccome la ressa è molta e pochissimi galleggiano sulle sabbie mobili. [...]

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