15 aprile 2009

Rai punisce Santoro e sospende Vauro

Ci sono cose che non si possono dire, equilibri che non si devono modificare. La libertà di informazione è un bene sancito dalla Costituzione formale, ma sfigurato da quella berlusconiana. Lo dimostra il virulento attacco che la politica, nei suoi massimi rappresentanti istituzionali e di governo, ha sferrato contro la puntata di Anno Zero sul terremoto in Abruzzo.
Questo attacco ha già prodotto una vittima

VAURO SENESI

Il pretesto è questa vignetta


Purtroppo ancora una volta un film già visto


Questo, il nuovo articolo 21 della Costituzione proposto dal neonato P2L

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione purché non divulghino il contenuto a nessun altro cittadino.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure tranne nei casi in cui si menzionano fatti o cose diverse dagli organi di stampa dei partiti di regime.


5 commenti:

Valentina ha detto...

Ci sono dei limiti e questi limiti non sono imposti da nessuno e da tutti, sono la base del viver civile e del senso comune. Ora sò che mi accuserai di essere troppo moderata, ma reputo la vignetta di cattivo gusto. Vauro è uno dei tanti capri espiatori, c'era bisogno di un polverone ed ecco fatto!!! Possiamo stare a parlare per giorni sulla libertà di parole e d'espressione, ma ci sono dei limiti. Il polverone non fà altro che prestare il fianco ai politici che sono pronti a usare questi errori. Sò che la mia opinione può sembrare debole e timorata, ma dai... alcune cose si possono evitare!!! Gli sciacalli sono sempre in agguato e andare in pasto così no!!!
La rai è la televisoni degli italiani e il senso comune italiano ha reputato questa vignetta di cattivo gusto.

..:: Symbian ::.. ha detto...

Potrei essere anche d'accordo con te se davvero il senso comune degli italiani ha reputato questa vignetta di cattivo gusto. Il problema è che una classe politica che ha preso questa vignetta per accusare (per l'ennesima volta) una delle pochissime trasmissioni "scomode" presenti in questo momento in Italia.
Se stiamo a questo gioco, allora anche una dichiarazione sopra le righe potrebbe sembrare di cattivo gusto alla classe politica....con le relative conseguenze!
Se stiamo a questo gioco il giornalismo vero non sarà più libero a 360°, ma sarà sempre un giornalismo attento a non oltrepassare la linea del cattivo gusto imposto dal partito di turno!

Insomma...preferisco vedere disegnate alcune tombe piuttosto che vederle nella realtà!

ciao!

articolo21 ha detto...

Io non mi scaldo. Il fatto è preoccupante e degno di essere riportato in tutti gli organi di informazione possibile. Però Vauro non morirà di fame e avrà ancora da fare vignette. A me sta simpatico, ma in passato ha pubblicato (e credo pubblichi ancora) con Mondadori. Da questa storia esce sconfitta, per l'ennesima volta, la televisione pubblica. Che come al solito è prigioniera della politica e dei veti di partito.

suburbia ha detto...

Si magari e' di cattivo gusto ma solo per l'argomento trattato, certo non offensiva, ne' lede la dignita' di alcuno.
Ma tu hai visto il "buongusto" degli intervistatori televisivi e talk show sul terremoto??
(apre la portiera, lampada e telecamera accesa in faccia a pesone che dormono in macchina perche' senza casa "Perche' dormite qui?")
Quelli si che minavano la dignita' e non dei morti ma dei vivi.

Anonimo ha detto...

"C’è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali"

Paolo Borsellino

e dopo queste parole, capite che se Vauro ha commesso l'errore di scegliere il momento meno adatto a esternare la cattiva coscienza della destra italiana, ripensiamo a quelle pubblicità infamanti di un certo Oliviero Toscano che dissacra tutto e tutti, ma non il potere politico, non il Padre Padrone dei ladri, il Mustafà di Arcore, colui che tutto può e che adesso si aspetta di essere eletto santo in vita per aver passato qualche giorno (viaggiando comodamente nella sua AUDI di stato, pagata da noi contribuenti) da Roma a L'Aquila protetto da decine di uomini dei servizi segreti e da mezzo battaglione di crabinieri in assetto antisommossa. e intanto, a colui che chiedeva ai politici parlamentari il sacrificio di uno stipendio intero a favore dei terremotati, cosa è rimasto?
nulla, se non la certezza di essersi esposto come minimo all'ingiuria di comunista ingrato e fellone...