13 marzo 2009

Mediaset mangia spot


Nonostante la crisi economica e il calo di ascolti, Mediaset aumenta la raccolta di spot a danno della Rai. Perché i grandi gruppi investono nelle televisioni del premier

I grandi clienti, come Wind, Infostrada, Barilla, Telecom Italia e Fiat non resistono all'appeal delle reti Fininvest. Nel primo anno del governo Berlusconi i primi 15 inserzionisti del nostro mercato hanno aumentato i loro investimenti su Mediaset di 30 milioni di euro mentre la Rai è rimasta al palo. Eppure le reti Mediaset hanno perso telespettatori sia nel prime time che nell'intera giornata. Proprio quando Mediaset perde colpi, più della Rai, il gruppo del presidente del Consiglio aumenta le quote di pubblicità rispetto a viale Mazzini e agli altri media.
Per i giornali e, in misura minore, per radio, tv e Internet è in corso una gelata senza precedenti. Solo Mediaset e pochi altri (come le radio del Centro-Sud) sembrano beneficiare dell'ultimo scampolo di primavera. Il totale degli introiti derivanti dalla pubblicità commerciale in Italia scende nel 2008 da 8 miliardi e 172 milioni di euro a 7 miliardi e 978 milioni. E invece Publitalia sale, anche se di poco: 3 milioni. La concessionaria del Cavaliere riesce ad aumentare la sua quota di un punto percentuale fino al 38 per cento. La Rai invece sembra vittima di un paradosso opposto. Sipra, la società del gruppo che raccoglie la pubblicità per viale Mazzini lascia sul campo ben 53 milioni di euro.
Se Publitalia ha chiuso l'anno 2008 con il segno più, secondo le stime Nielsen, rispetto al 2007, deve dire grazie anche alla pubblicità istituzionale del governo e a quella commerciale delle aziende controllate dal Tesoro come Eni, Enel e Poste. Se non ci fossero state queste società per azioni, i cui manager vengono nominati dalla politica, a spingere i conti, la raccolta del 2008, secondo le stime Nielsen, sarebbe stata minore rispetto al 2007.

Tra le aziende più fedeli alle reti del presidente del Consiglio troviamo a sorpresa un concorrente di Mediaset. Anzi 'Il concorrente'. Perché, come testimoniano le telefonate intercettate sull'utenza di Agostino Saccà nel 2007, non è la Rai, ma il gruppo del magnate Murdoch a preoccuparlo.

A sorpresa, secondo Nielsen, Sky nel 2008 ha quasi raddoppiato la sua raccolta da 54 a 90 milioni di euro e nei primi mesi del 2009 la progressione è continuata. Il governo Berlusconi le ha messo molti bastoni tra le ruote. Prima finanziando il decoder digitale terrestre, poi innalzando l'aliquota Iva (un'agevolazione concessa peraltro alla pay tv nel 1991 quando si chiamava Telepiù ed era ancora controllata da Fininvest). Eppure Sky ha ringraziato il premier per la concorrenza agevolata, per le disdette degli abbonamenti e le polemiche, versando senza fiatare diversi milioni di euro nelle casse del suo gruppo.

Se continua questo trend la rete senza pubblicità ci sarà davvero. Non per decisione del governo, ma del mercato.


I DATI:

Fonte: L'Espresso

2 commenti:

Ale ha detto...

mediaset ormai comanda la televisione nazionale..
buon fine settimana

Danx ha detto...

Ma la Fiat se anzichè spendere tutti quei soldi, pagasse gli operai non sarebbe meglio?
Non capisco chi è il fesso che si compra un'auto perchè ha visto uno spot...