27 febbraio 2009

Malcostume ma non reato


La notizia è di qualche giorno fa ma vorrei parlarne ugualmente.
La procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'accusa di corruzione per Berlusconi e Agostino Saccà, ex direttore di Rai Fiction. Quindi chiesta la distruzione delle intercettazioni.
Per i magistrati di Napoli che avviarono l'inchiesta poi trasferita a Roma, l'obiettivo principale di Berlusconi sarebbe stato in realtà quello di trattare il passaggio al suo schieramento di senatori che allora sostenevano il governo Prodi.
Ma i magistrati romani invece pensano soltanto che si tratti di MALCOSTUME e quindi via con l'archiviazione e la distruzione di tutto il materiale.
Come raccomandare per telefono Camilla Ferranti, Evelina Manna, Elena Russo e Antonella Troise, promettendo in cambio aiuti a Saccà.
«Malcostume ma non reato»

I magistrati romani sottolineano infatti «l'estrema genericità dell'asserita promessa corruttiva». Dimostrata, scrivono nel provvedimento, da una telefonata del 6 luglio del 2007, in cui Berlusconi dice: «Sai che poi ti ricambierò dall' altra parte quando tu sarai un libero imprenditore. Mi impegno a... eh, a darti un grande sostegno». I pm affermano che «l'incertezza sulla sussistenza del binomio promessa-accettazione non risulta risolta da altri elementi in fatto che permettano di ricostruire con precisione i termini della promessa. E la genericità delle espressioni utilizzate non permette di qualificare come accordo corruttivo il contenuto di questa conversazione». Lo stretto legame tra l'onorevole Berlusconi e Saccà, conclude la procura, «era tale da consentire al primo di effettuare "segnalazioni" al secondo senza dover promettere od offrire nulla in cambio».
I pm Sergio Colaiocco e Angelantonio Racanelli (...ancora per poco potremo sapere i nomi dei magistrati...) hanno ritenuto inoltre di escludere la qualità giuridica di incaricato di pubblico servizio dell'ex direttore di RaiFiction. Giusto perché Saccà non è un incaricato di pubblico servizio (al servizio pubblico radiotelevisivo non crede più nessuno). E soprattutto i due piccioncini hanno un rapporto talmente «stretto e asimmetrico» che «Berlusconi non ha alcuna necessità di garantire indebite utilità per avere favori da Saccà».

CB

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