28 febbraio 2009

Come il maestro insegna...


Fisco: si evadono 200 miliardi all'anno

Il direttore delle Finanze: «Evasione fenomeno di massa, l'economia sommersa è pari a 250 miliardi»

Gli italiani, eccetto i lavoratori dipendenti, stanno diventando progressivamente un popolo di evasori. Per questo bisogna fornire al Fisco nuovi e più efficaci mezzi d'indagine. L'evasione fiscale è diventata:«un fenomeno di portata molto ampia, possiamo parlare di evasione di massa. Le strategie di lotta all'evasione debbono dunque essere rapportate alla dimensione del fenomeno che è enorme» ha detto il direttore generale del Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia, Fabrizia Lapecorella, nel corso di un'audizione alla Commissione parlamentare sull'Anagrafe tributaria. Continua...

Il nostro Presidente non può che essere orgoglioso di questi italiani che stanno cercando in tutti i modi di imitarlo. Del resto ci ha fatto pure scuola, ci ha insegnato come eludere il fisco, come creare società Off-Shore in paradisi fiscali, come corrompere un testimone ma riuscire a non essere condannato per corruzione!

27 febbraio 2009

Malcostume ma non reato


La notizia è di qualche giorno fa ma vorrei parlarne ugualmente.
La procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'accusa di corruzione per Berlusconi e Agostino Saccà, ex direttore di Rai Fiction. Quindi chiesta la distruzione delle intercettazioni.
Per i magistrati di Napoli che avviarono l'inchiesta poi trasferita a Roma, l'obiettivo principale di Berlusconi sarebbe stato in realtà quello di trattare il passaggio al suo schieramento di senatori che allora sostenevano il governo Prodi.
Ma i magistrati romani invece pensano soltanto che si tratti di MALCOSTUME e quindi via con l'archiviazione e la distruzione di tutto il materiale.
Come raccomandare per telefono Camilla Ferranti, Evelina Manna, Elena Russo e Antonella Troise, promettendo in cambio aiuti a Saccà.
«Malcostume ma non reato»

I magistrati romani sottolineano infatti «l'estrema genericità dell'asserita promessa corruttiva». Dimostrata, scrivono nel provvedimento, da una telefonata del 6 luglio del 2007, in cui Berlusconi dice: «Sai che poi ti ricambierò dall' altra parte quando tu sarai un libero imprenditore. Mi impegno a... eh, a darti un grande sostegno». I pm affermano che «l'incertezza sulla sussistenza del binomio promessa-accettazione non risulta risolta da altri elementi in fatto che permettano di ricostruire con precisione i termini della promessa. E la genericità delle espressioni utilizzate non permette di qualificare come accordo corruttivo il contenuto di questa conversazione». Lo stretto legame tra l'onorevole Berlusconi e Saccà, conclude la procura, «era tale da consentire al primo di effettuare "segnalazioni" al secondo senza dover promettere od offrire nulla in cambio».
I pm Sergio Colaiocco e Angelantonio Racanelli (...ancora per poco potremo sapere i nomi dei magistrati...) hanno ritenuto inoltre di escludere la qualità giuridica di incaricato di pubblico servizio dell'ex direttore di RaiFiction. Giusto perché Saccà non è un incaricato di pubblico servizio (al servizio pubblico radiotelevisivo non crede più nessuno). E soprattutto i due piccioncini hanno un rapporto talmente «stretto e asimmetrico» che «Berlusconi non ha alcuna necessità di garantire indebite utilità per avere favori da Saccà».

CB

25 febbraio 2009

La Scoria Siamo Noi


"Dobbiamo adeguarci. E' una gioia aver firmato questi accordi sul nucleare. Dobbiamo adeguarci e svegliarci da questo sonno che stiamo facendo da decenni e affrontare la costruzione di centrali nucleari in Italia con al fianco gli amici francesi, che ci mettono a disposizione il loro know how e grazie al quale risparmieremo anni e soldi".
Silvio Berlusconi


Il regime ha deciso che il nucleare si deve fare. Il futuro economico, energetico, industriale dell’Italia è legato al nucleare.
La volontà di Berlusconi, di Scajola, della Marcegaglia, vale più di quella di 20 MILIONI di italiani che nel 1987, con un referendum, hanno detto NO AL NUCLEARE!
E mentre Obama parla di energia rinnovabili, la Svezia chiude col nucleare entro il 2010, in Italia si danno gli incentivi alla FIAT per vendere l'enorme parcheggio auto che è diventata e si fanno gli accordi con la Francia per il nucleare entro il 2020!!!
Il tutto sempre in barba alla decisione presa da 20 MILIONI di italiani nel 1987...gli affari prima di tutto!!!
Rivogliono il nucleare? Rifacciamo un referendum...


LINK UTILI:

18 febbraio 2009

Lettera a Silvio Berlusconi

Voglio dare eco alla proposta del blog NonLeggerlo. Una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per invitarlo a dare le dimissioni!

On. Silvio Berlusconi,
le scrivo per invitarla a rassegnare in via immediata le Dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri, e portare quindi il Paese a nuove elezioni.
Ieri, l'ennesima goccia. L'avvocato Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per Corruzione in Atti Giudiziari. Corruzione. E' stato Corrotto. Con 600 mila dollari. Entro 90 giorni capiremo meglio la sua posizione, caro Presidente. Per ora sappiamo che la sua Fininvest/Mediaset, ha sborsato questo denaro all'avvocato inglese perché "affermasse il falso o tacesse" nei processi "All Iberian" e "Guardia di Finanza", che la vedevano imputato per corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito. Perché quindi lei ne traesse vantaggio, ne uscisse pulito nel modo più meschino possibile: importa relativamente poco se la mazzetta intascata da Mills sia emersa dal suo portafoglio, o dal Previti di turno. Inoltre, e ciò aggrava il quadro generale, lei ha deriso ed umiliato la Costituzione Italiana mediante il Lodo Alfano, estrapolandosi dal sistema legislativo nazionale e fuggendo dall'esito di questo ed altri processi, passati e futuri. Condotta che lei persegue da tempo, con altri "bunker" dichiarati incostituzionali, con l'infinita serie di depenalizzazioni ad hoc, di riduzioni dei termini per la prescrizione, di mutazioni dell'ordinamento ad immagine e somiglianza delle sue esigenze giudiziarie.
Queste sono macchie che tarperebbero immediatamente le ali a qualsiasi Ministro, Parlamentare o Rappresentante delle Istituzioni di una qualsiasi Democrazia Occidentale. Uomini e donne che salutano per molto meno, per un Primo Errore, per un'imposta non pagata, per una falsità, per un'amante scomoda. Purtroppo questa sentenza è solo l'ultimo tassello nell'enorme puzzle degli aspetti che la rendono Totalmente ed Inequivocabilmente inadatto all'esercizio del Governo; puzzle che raffigura l'immenso Conflitto di Interessi da cui lei trae costante ed immenso beneficio privato, tragicamente sottovalutato da molti cittadini italiani.
Aspettando il suo annuncio a reti unificate (chi meglio di lei può farlo in qualsiasi momento?), le porgo distinti saluti.


LETTERA FIRMATA



Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi - Piazza Colonna 370 - 00187 Roma

segreteria.presidente@governo.it
berlusconi_s@camera.it
redazione.web@governo.it

17 febbraio 2009

Il corrotto è condannato, il corruttore no...benvenuti in Italia!

Quattro anni e sei mesi: è questa la condanna per David Mills, l'avvocato inglese accusato di corruzione. Solo due mesi in meno di quanto richiesto dal pubblico ministero Fabio De Pasquale, che aveva proposto 4 anni e 8 mesi di reclusione. Il punto fermo è stato messo, dunque: Mills è stato corrotto. Il presunto corruttore, Silvio Berlusconi, invece, per ora non rischia niente: il processo nei suoi confronti è sospeso, in attesa che la Consulta decida sulla legittimità costituzionale del Lodo Alfano.
Qualche novità, intanto, comincia ad affiorare: secondo l'accusa infatti se il Lodo Alfano non dovesse risultare costituzionalmente valido, il reato del premier sarebbe a tutt'oggi punibile, e non già prescritto come si era finora ritenuto: Mills avrebbe infatti ricevuto da Berlusconi, attraverso il manager Fininvest Carlo Bernasconi, 600 mila dollari il 2 febbraio del 1998. Il legale però, che venne corrotto per omettere il vero o testimoniare il falso nell'ambito di due processi a carico di Berlusconi, quello sulle tangenti alla Guardia di Finzanza e quello All Iberian, intascò effettivamente quei soldi il 29 febbraio del 2000, due anni più tardi. Per questo la pubblica accusa sostiene che il reato cadrà in prescrizione solo nel 2010. Ora i giudici riuniti in camera di consiglio dovranno decidere se la modifica del capo di imputazione proposta in corso d'opera dal pm è valida.
Dal canto suo, Mills si era difeso con un memoriale in cui affermava che Berlusconi era stato vittima dei suoi errori e chiedeva scusa al premier. Per i consulenti della difesa è dimostrato che i 600 mila dollari facevano parte di una somma più ingente che Mills aveva ricevuto dall'imprenditore Diego Attanasio perchè la gestisse.

Ora mi chiedo: "ma se il corrotto (Mills) è stato ritenuto colpevole e per questo condannato a 4 anni e 6 mesi...non è possibile dire che sicuramente esiste un corruttore anch'esso almeno altrettanto colpevole? E chi sarà mai questo corruttore? Forse stasera nel TG1 Riotta lo dirà?

NB: In questo caso nemmeno la legge porcata sulle intercettazioni che stanno per approvare lo avrebbe salvato...questa volta carta canta!!! Tutte le prove contro Mister B. sono state scritte da Mills stesso e consegnate al suo commercialista inglese.

16 febbraio 2009

13 febbraio 2009

ITALIA - CINA - RUSSIA


«Facebook è un sito indegno, perché consente l'esistenza di gruppi che inneggiano a Raffaele Cutolo, a Salvatore Riina e agli stupratori. Se il gestore del sito non si fa carico di cancellare questi soggetti dal sito, è giusto che tutto Facebook venga oscurato»

E' quanto ha dichiarato al sito de "L'espresso" il senatore Gianpiero D'Alia (Udc), in merito all'emendamento 50 bis da lui introdotto nel decreto Sicurezza (e approvato al Senato) che consente al ministero degli Interni di procedere all'oscuramento di siti Internet che siano sottoposti a indagine giudiziaria per contenuti che contemplino l'istigazione a delinquere a l'apologia di reato.

«Secondo il mio emendamento», ha spiega D'Alia, «in presenza di questi contenuti il ministero diffiderà il gestore, e questi avrà due possibilità: o ottemperare e quindi cancellare questi contenuti oppure non ottemperare. Se non ottempera diventa complice di chi inneggia a Provenzano e Riina e quindi è giusto che venga oscurato». Lo stesso discorso, secondo quanto dichiarato da D'Alia a "L'espresso" «deve valere per i video su YouTube, per eventuali scambi di insulti e minacce tra utenti nei forum e anche per i commenti ai blog».

Alla domanda se questo tipo di interventi non rischi di censurare pesantemente la Rete, a iniziare dall'oscuramento completo di YouTube e Facebook, il senatore D'Alia ha risposta: «Io non sono né per chiudere Facebook né per chiudere YouTube, io sono perché Facebook e YouTube rispettino le vittime di mafia, le vittime del terrorismo e le vittime degli stupri. Se non le rispettano non possono avere il rispetto dello Stato, quindi vanno chiusi».


Ecco un'intervista al Senatore D'Alia. Uno che si vergogna di Facebook e di Youtube, ma non si vergogna di sedere accanto a gente collusa con la mafia come Totò Cuffaro "vasa vasa", o di Vito Bonsignore (uno che nascondeva le mazzette nelle scatole di cioccolatini), o di Naro Giuseppe (condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione per abuso d’ufficio)...

Ecco come l'Italia si mette ai passi con i tempi...e si candida quindi a fare compagnia al glorioso regime cinese e russo!!
Il tutto sempre in nome della libertà e della giustizia..(ma di chi??)




LINK UTILI:
- LETTERA FAMILIARI VITTIME DI MAFIA

12 febbraio 2009

L'individualista è un partigiano della malavita

di Antonio Gramsci

Si osserva da alcuni con compiacimento, da altri con sfiducia e pessimismo, che il popolo italiano è «individualista»: alcuni dicono «dannosamente», altri «fortunatamente». Questo «individualismo», per essere valutato esattamente, dovrebbe essere analizzato, poiché esistono forme diverse di «individualismo», più progressive, meno progressive, corrispondenti a diversi tipi di civiltà e di vita culturale. Individualismo arretrato, corrispondente a una forma di «apoliticismo» che corrisponde oggi all’antico «anazionalismo»: si diceva una volta «Venga Francia, venga Spagna, purché se magna», come oggi si è indifferenti alla vita statale, alla vita politica dei partiti.

Ma questo «individualismo» è proprio tale? Non partecipare attivamente alla vita collettiva, cioè alla vita statale (e ciò significa solo non partecipare a questa vita attraverso l’adesione ai partiti politici «regolari») significa forse non essere «partigiani», non appartenere a nessun gruppo costituito? Significa lo «splendido isolamento» del singolo individuo, che conta solo su se stesso per creare la sua vita economica e morale? Niente affatto. Significa che al partito politico e al sindacato economico «moderni», come cioè sono stati elaborati dallo sviluppo delle forze produttive più progressive, si «preferiscono» forme organizzative di altro tipo, e precisamente del tipo «malavita», quindi le cricche, le camorre, le mafie, sia popolari, sia legate alle classi alte.

Fonte: L'Unità

11 febbraio 2009

Morta a Morta

Si dice che gli uomini si svelano fino in fondo solo di fronte alla morte. È stato così anche di fronte alla morte di E.E. (come Michele Serra,non voglio neppur nominare quella povera ragazza usata come scudo umano dai peggiori avvoltoi). Che ha costretto politici e giornalisti a dare il meglio o il peggio di sé. Berlusconi ha mostrato fino all'ultimo quanto gl'interessasse «salvare una vita»: dopo l'assalto al Colle, ora confida al fido Minzolini: «Abbiamo tutto l'interesse ad andar d'accordo con Napolitano, potrebbe crearci problemi»: per esempio non firmare le leggi incostituzionali sulla giustizia. Intanto le sue tv, che lui controlla fotogramma per fotogramma, hanno sciacallato finché han potuto, poi han mandato in onda quattro ore di «Grande Fratello». Così Canale5 ha fatto il pieno di ascolti e di introiti pubblicitari e Mentana è rimasto in naftalina, per non disturbare Vespa. Il quale, un'ora dopo la morte di E.E., aveva già riaperto il set di Cogne, di Erba e di Perugia, con qualche ritocco ad hoc per evitare confusioni, ma sempre sul filone «giallo». Infatti, al secondo minuto di «Morta a Morta», c'era già un «esperto» che lanciava sospetti sulle «vere cause» del decesso e invocava «esami tossicologici» per trovare le prove dell'omicidio. Fatica sprecata: bastava interpellare Quagliariello, Gasparri, Fede o Giordano, che l'assassino l'han già scovato da giorni: Napolitano o, in alternativa, Peppino. Mancava solo il plastico della clinica «La Quiete»,magli scenografi dell'insetto necrofilo ci stanno lavorando. Poi dice che uno guarda il Grande Fratello.

Fonte: Rubrica Zorro 11.02.2009 de l'Unità (Marco Travaglio)


LINK UTILI:
- Zoro segue in silenzio le dichiarazioni politiche sulla vicenda di E. E.

9 febbraio 2009

Marco Travaglio - Passaparola, Lun 9 Febbraio 09

La terza repubblica di Berlusconi




Buona Visione

7 febbraio 2009

Shhhhhhh...


Mi ero promesso di non parlare del caso di Eluana ma purtroppo in questo paese non è possibile avere rispetto, per nessuno.
In questo caso solo tanto silenzio e rispetto per la famiglia!
Quel rispetto che i soliti cattolici integralisti ottusi non hanno idea di cosa sia, quel rispetto che i nostri pseudo-politici
hanno perso, non hanno mai avuto o che si sono venduti in cambio di una manciata (o forse più) di consensi elettorali.
Ed ecco che ci tocca assistere ad un nano con manie di grandezza, fuori controllo (anche da parte della legge), andare contro una sentenza definitiva, contro il parere del Capo dello Stato (che per la prima volta nel suo mandato si ricorda di essere GARANTE DELLA COSTITUZIONE!), contro il volere di una famiglia.
Non c'è molto da dire i fatti parlano chiaro, questo governo incurante delle regole, dopo la bocciatura del suo demenziale decreto incostituzionale e vergognoso, ha sostenuto che Eluana sta benissimo, tanto che potrebbe persino avere figli. In attesa che ci racconti una barzelletta sui malati terminali in coma vegetativo, sulla scia di quelle sull’Olocausto e sulle ragazze stuprate, mi viene da pensare...nello stato di degrado sociale in cui siamo immersi, affogati, morti e sepolti.


Messo all’angolo dalla pressione dei cattolici più integralisti il governo Berlusconi ha scritto ieri un decreto per impedire l’esecuzione della sentenza della Corte d’Appello di Milano: un piccolo colpo di Stato
El Paìs, 6 febbraio

6 febbraio 2009

La selezione della razza

Un emendamento della Lega al disegno di legge sulla sicurezza abolisce di fatto il diritto all'assistenza sanitaria per gli immigrati senza permesso di soggiorno. I medici potranno denunciarli alla polizia. Dal senato via libera anche alla ronde padane, alla tassa di soggiorno e alla schedatura dei clochard.



Solo qualche giorno fa avevo scritto un post che elencava gli episodi di razzismo accaduti in Italia negli ultimi mesi. MAI PIU'!!! era il titolo del post, perché mai più devono accadere questi atti. Ma a distanza di qualche giorno mi rendo conto che nulla è cambiato, NULLA!!! Anzi questa volta non si parla dei ragazzini quindicenni annoiati il sabato sera, ma dei "nostri rappresentanti" al governo. Parliamo di quella sottospecie di politici-dementi che non fanno altro che alimentare odio sull'odio!
Ed ecco che ci troviamo nuovamente davanti a leggi razziste, le ennesime purtroppo (link)!
  • Medici che devono denunciare i clandestini
  • Ronde padane
  • Registro per i clochard
  • Da 80 a 200 euro la tassa di soggiorno
SEMPRE DI PIU' MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO!!!

4 febbraio 2009

Scivola Calabria, scivola

La pioggia degli scorsi giorni ha portato danni e distruzione sull'intero territorio della Regione Calabria.
Già si ode l'eco dei rimproveri, delle indagini, delle inchieste e dei rimpalli di responsabilità.
“Eventi eccezionali, colpa dell'incuria umana, lassismo della Pubblica Amministrazione”, da un lato.
“Colpa della precedente amministrazione, è giunta l'ora di cambiare, promettiamo di mettere mano alla situazione non appena arriveranno altri soldi dal Governo centrale”, dall'altro.
In mezzo il cittadino calabrese, in preda ai disagi, alla viabilità impazzita, al rischio di percorrenza di strade impraticabili.
Di chi è la colpa. Semplice, la colpa è sempre di qualcun altro.
La colpa è della politica, sempre più autoreferenziale, sempre più algida e distaccata dalle cose terrene del comune sentire. La colpa è dei politici.
Facile, utile e pratico. Già perché dare la colpa alla classe politica attuale è un po' come sparare alla Croce Rossa. Si centra sempre il bersaglio ma non si ferisce nessuno!
Anche i politici sono d'accordo nel riconoscere le colpe della politica. Peccato che siano sempre le colpe di qualcun altro. La responsabilità, infatti, è sempre di coloro che ci hanno preceduto, il cui atteggiamento e condotta hanno reso la dimensione dello stato attuale delle cose incolmabile ed irreparabile.
Eppure, chi si presenta al pubblico giudizio elettorale, dichiara sempre di poter fare meglio del predecessore. Egli si presenta al voto proprio in ragione dello sfacelo lasciato dalla precedente amministrazione, promettendo in tempi brevi di portare una “ventata di cambiamento”.
Il fatto stesso di non riuscire a porre rimedio ai danni compiuti in passato sarebbe indice di inettitudine e di inadempimento della promessa elettorale. Ma in Italia, ed in Calabria in particolare, nessuno ci fa mai caso.
Propongo, allora, di mettere d'accordo vecchie e nuove amministrazioni e di farla finita con questo sterile dibattito autoreferenziale. Propongo di affibiare la colpa, tutta la colpa, alle amministrazioni future, quelle che verranno. D'ora innanzi la classe politica potrà smettere di combattersi da opposti schieramenti fittizzi e potrà indiduare nel futuro scenario politico il vero motivo del disastro attuale. “Si provino Loro a mettere una pezza sullo schifo che abbiamo ereditato e che non siamo riusciti a sbrogliare...”, ecco una dichiarazione sensata!!!
La verità, a mio parere, sta da tutta altra parte.
È troppo facile prendersela con la classe politica che se la prende con se stessa. Il cane si morde la coda.
È troppo facile parlare di stato con la s minuscola quasi a significare che sia altro da noi.
È troppo facile.
La responsabilità dello stato attuale della viabilità calabrese è, infatti, della pioggia.
La pioggia lava via ipocrisie e falsi concetti. La pioggia lascia solo fango, ed il fango ci avvolge tutti. Senza distinzione. Tutti.
La deficienza del sentimento sociale è uno dei fattori principali di perdita di collante di una realtà regionale prossima alla regressione allo stato tribale.
Nessuno di noi si comporta, si muove, respira, agisce come se fosse parte, come se si sentisse parte di un contesto collettivo e comune. Si agisce per interessi individuali, di gruppo, di clan.
Proprio in tema di clan, c'è un dettaglio importante che è sfuggito all'attenzione della stampa e dei reporter che hanno invaso la Procura di Catanzaro in occasione dei recenti fatti legati alle indagini del PM De Magistris.
Le inchieste “Why not” e “Poseidone” ci hanno dimostrato come la “cupola” che controlla il flusso monetario in Calabria non sia formata da rudi e grezzi boss mafiosi vecchio stampo. Politici, imprenditori e magistrati sono la vera forza trainante del malaffare calabrese. La mafia non esiste, è solo una loro invenzione per giustificare le mancanze ed i ritardi di questa terra.
Eppure, nessuno lo dice. La colpa è sempre di qualcun altro.
Il clan allargato del malaffare, dunque, è il clan dominante nella struttura tribale calabra. Esso è portatore di interessi propri ed è capace di farsi carico degli interessi dei singoli cittadini questuanti che vengono ad elemosinare il “posto pubblico” per sistemare i propri figli.
Diciamo la verità. Ciascuno di noi ha sognato, almeno una volta nella vita, il posto fisso in organico regionale, provinciale, comunale, rionale, circoscrizionale, palazzinaro, etc...
L'immaginario collettivo vuole questi lavori improntati ad assenza di responsabilità proprie, stipendio fisso mensile garantito, orario flessibile (nel senso che si lavora quando se ne ha voglia), diritti sindacali di pausa caffé più volte al giorno, ore mattutine dedicate alla lettura del giornale.
Una pacchia.
Per questo, da buoni cittadini aspiranti anelanti il clan politico-affaristico dominante, ci rivolgiamo speranzosi al ras politicante rionale affinché interceda presso il caporione di zona affinché si rivolga all'attendente del portaborse del tale dirigente o segretario politico per ottenere il tanto agognato posto di lavoro.
Ovviamente, i buoni politici non possono far altro che soddisfare queste istanze minute che arrivano dal popolino di cui assumono il ruolo di custode e tutore.
Per questo, Essi trascorrono buona parte del loro tempo ad inventarsi nuovi posti di lavoro, nuove collocazioni, nuove poltrone inutili e ridondanti, dove collocare amici, parenti, parenti di amici o amici di parenti o amici di amici o parenti di parenti.
Questo sforzo di fantasia creativa ha un costo. Il tempo dedicatogli toglie spazio ad altre decisioni meno importanti quali, appunto, quelle relative alla gestione del territorio e della viabilità.
Ma non è solo una questione di tempo, è anche una questione di spendibilità di risorse. I finanziamenti di stato devono essere dirottati alla soddisfazione delle esigenze politico-elettorali. Quello che avanza, se qualcosa avanza, potrà essere devoluto ad attività minori e meno rilevanti come le politiche ambientali e del territorio. Tanto la Calabria è bella, una perla tra i mari, di cosa c'è bisogno? Di lavoro, appunto.
Ben venga, dunque, il fango, ben venga la pioggia. Altri soldi saranno richiesti, altri finanziamenti potranno essere dirottati alla creazione di altre finte occasioni.
Altri cittadini questuanti potranno essere allettati con promesse e miraggi.
Altre elezioni potranno consumarsi su queste promesse.
Spero che il fango ci avvolga tutti, ci renda incapaci di muoverci, ci trascini nell'umido della terra che abbiamo stuprato e violentato.
Spero che, presto, ogni singolo calabrese, impantanato ed immobile, sia costretto a guardare negli occhi il suo prossimo, chi gli sta vicino, per leggere nella sua espressione la stessa rassegnata domanda: ma che diavolo stiamo facendo? Per quanto tempo continueremo a delegare ad altri la responsabilità del nostro futuro?
Prima di ciò, occorre che il calabrese recuperi il sentimento sociale, che si riappropri del pronome personale “noi” al posto del singolare “io” e che per “noi” si voglia intendere anche chi sta fuori dalla cerchia immediata degli interessi di parte.
Ma per questo, occorrerà ancora tanta pioggia e tanto, tanto fango.

Nuccio Cantelmi

3 febbraio 2009

MAI PIU'!!!


Abba non aveva ancora compiuto 19 anni quando è stato ammazzato, la mattina del 14 settembre, a sprangate a Milano. Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio, accusati di omicidio volontario e proprietari del bar dal nome premonitore “Shining”, lo inseguirono perché, pare, erano stati derubati di un pacchetto di biscotti. L’assalto contro Abba e i suoi amici fu al grido di «sporchi negri».

Emmanuel Bonsu
a Parma, la sera del 30 settembre, fu inseguito, picchiato, chiamato «negro» dai vigili impegnati in una retata contro gli spacciatori. Quattro poliziotti municipali sono accusati di odio razziale.

A Tor Bella Monaca, a Roma, il 2 ottobre 2008 un gruppo di ragazzetti aggredì a pugni un immigrato cinese fermo con i sacchi della spesa alla fermata dell’autobus. In quell’occasione il sindaco di Roma Alemanno, prima ricevette in Campidoglio uno degli aggressori e gli fece una bonaria ramanzina: «Che hai fatto, non pensi a tua madre?».

A Desenzano sul Garda, il 24 ottobre, quando emerse il corpo di Mohamed Chamrani, morto annegato, nessuno pensò a un omicidio. Ma qualcuno aveva visto e le intercettazioni ambientali portarono a scoprire una verità, dissero gli inquirenti, adir poco sconvolgente: Mohamed era stato picchiato e picchiato di nuovo quando stava cercando di uscire dall’acqua. Uno dei rei aveva parlato con il padre che aveva consigliato: «Non dire niente, non è grave quello che hai fatto».

Il 10 novembre a Rimini, quattro giovani diedero fuoco al senzatetto Andrea Severi. I quattro, di buona famiglia, arrestati dopo due settimane dissero di aver fatto una bravata. Tre di loro sono in comunità di recupero.

Nella notte di sabato 31 gennaio, a Nettuno, un indiano è stato pestato e bruciato vivo. I fermati avevano consumato alcol e droga. «Volevamo provare un’emozione forte».


...Eppure si continua a fare proclami contro l'immigrazione, come se tutti i problemi di ordine pubblico dipendessero da essa...
...poi sento dire sui Tg nazionali ma sì, "il razzismo non c'entra", "solo uno scherzo al barbone", "una bravata"...

Maroni rincara la dose: " Dopo l’aggressione di Nettuno bisogna essere cattivi con i clandestini"

2 febbraio 2009

Marco Travaglio - Passaparola, 2 Febbraio 09

Intercettazioni impossibili e crimine libero