25 gennaio 2009

Gestione rifiuti in Italia, prendi 1 paghi 4


Strana l'economia dei rifiuti in Italia: si punta agli inceneritori, un sistema che costa di più e rende meno.
Per smaltire i rifiuti qualcuno ha pensato che è conveniente (per loro e per nessun altro) bruciarli. Ma per bruciarli occorre energia, sotto forma di calore, che attualemente è disponibile soprattutto (se non interamente) attraverso fonti quali il petrolio, il carbone, il gas.
Bruciare i nostri rifiuti anzichè riciclarli è la causa per cui noi paghiamo 4 volte lo smaltimento di un rifiuto.

1. CIP/6: una tassa per sostenere un sistema antieconomico

Un inceneritore (o termovalorizzatore come viene definito solamente in Italia, si gioca con le parole e le vite delle persone), ha sempre un rendimento energetico negativo, l'energia che è servita per bruciare i rifiuti è maggiore di quella prodotta dalla combustione. L'unico modo per rendere questo sistema conveniente è basarlo sugli incentivi statali.
Il contributo statale si chiama CIP/6 ed è una delibera del 1992 che ha decretato l'inceneritore come "assimilabile" alle fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, geotermico, biomasse, ecc..).
Chiedete alla signora Marcegaglia se continuerebbe a tenere i suoi inceneritori in Italia (di cui uno, a Modugno, vicino a Bari, è stato sequestrato anche grazie a un esposto dei ragazzi del Meetup Bari 2) senza i contributi statali? Credo di conoscere già la risposta...

2. CONAI: i consumatori pagano la differenziata che non si fa
Lo smaltimento dei rifiuti con questa tecnologia raccoglie anche, in maniera indiretta, buona parte dei contributi che ognuno di noi paga quando acquista un prodotto al supermercato. Sono i cosiddetti contributi CONAI. Il CONAI è il Consorzio Nazionale che deve, per legge, recuperare tutti gli imballaggi che finiscono nella pattumiera. E' finanziato dalle imprese che producono questi prodotti, che a loro volta scaricano questo costo sul consumatore finale.

3. Una tariffa per i residui degli inceneritori
Gli inceneritori effettuano comunque uno smaltimento dei rifiuti, residui della combustione, quindi c'è l'applicazione di una tariffa (sempre a carico nostro!).

4. I rischi per la salute
Dovrebbe stare al primo posto in ordine d'importanza: i rischi per la salute! All'interno di questi inceneritori si brucia di tutto e i fumi prodotti, per quanto filtrati non potranno mai essere puliti come afferma il sommo Veronesi (una persona indipendente, la cui Fondazione è finanziata da tantissime multinazionali tra cui ACEA - multiutility con inceneritori, ENEL - centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare, VEOLIA Environment - costruzione inceneritori).


La soluzione a tutto questo è semplice e la conosciato tutti: raccolta differenziata eliminando il concetto dell' "usa e getta"!
- Meno combustibili importati
- Meno materie prime importate
- I soldi CONAI vanno ai Comuni che più differenziano
- Riduzione tassa sui rifiuti
- Aumento posti di lavoro
- SALUTE PER LE PERSONE E PER L'AMBIENTE!

no all'incenerimento
no alle discariche
no alla società usa e getta
si a una società sostenibile

Per non essere molto prolisso vi rimando al documento di Paul Connett, Rifiuti Zero.


Link Utili:

8 commenti:

progvolution ha detto...

Il mio comune fa la differenziata da oltre un anno. Purtroppo è pieno di imbecilli che vanno fino al comune più vicino per depositare i rifiuti e non fare la fatica di differenziare.
A volte una gestione ottusa riflette le persone ottuse...
Sussurri obliqui

andreacamporese ha detto...

Mi spiace, ma questa volta non mi trovi d'accordo sul tema affrontato.
Mi spiego.
E' verissimo che ci sono alcuni casi in cui gli inceneritori, fini a se stessi, vengono definiti "termovalorizzatori" anche se in effetti non è vero. Ma c'è anche da dire che molti impianti bruciano in effetti una selezione di immondizia per produrre calore. Il fuoco si autoalimenta, per lo meno in parte, e la combustione di immondizia che oramai, con tutta la plastica contenuta, ha poteri calorifici paragonabili a quelli del petrolio porta beneficio energetico.
Le centrali di questo tipo (per esempio Brescia), sono collegate a reti di teleriscaldamento, che distribuiscono così acqua calda in ogni casa per il riscaldamento e l'uso sanitario.
Il punto di emissione è unico e controllato (strettamente controllato se le cose sono fatte bene), a differenza di quanto accade in moltissime città dove i punti di emissione sono almeno uno per ogni abitazione, difficilmente controllabili; inoltre è ancora tristemente diffuso l'utilizzo delle caldaie a nafta, in luogo di quelle a gas, che inquinano ovviamente molto di più.
Per quanto il tema sia scottante e sensibile, credo quindi che spesso si parli solo per preconcetti ecologisti un po' fuorvianti. In buona sostanza l'energia serve, e quelli che dicono "NO" a qualsiasi forma "alternativa" penso non si pongano molto il problema di trovare una soluzione al problema.
NO al petrolio perchè inquina.
NO al gas perchè un idrocarburo.
NO alle immondizie perchè portano discariche (che comunque ci sono comunque).
NO al nucleare.
SI alle fonti rinnovabili che però, duole dirlo, non sono sufficienti al momento a coprire il fabbisogno della nostra società.
Al Sud, il NO ai termovalorizzatori è spesso pilotato dalle eco-mafie che dallo smaltimento illegale ed incontrollato dei rifiuti traggono milioni di Euro.
Un esempio: i riufiuti di Napoli li spedivamo in Germania spendendo 500.000 € alla settimana. I tedeschi, che non sono proprio gli ultimi arrivati in fatto di ecologia, guadagnavano due volte: la prima con i nostri soldi, la seconda bruciando le nostre immondizie (o per lo meno una selezione di queste), ed ottenendo energia gratis.
Pensiamoci e pensiamo anche a portare avanti la ricerca, che di migliorie, ovviamente, se ne possono apportare molte.
Saluti

..:: Symbian ::.. ha detto...

@ andreacamporese: Tu pensi davvero che l'inceneritore di Brescia sia così sicuro come dicono?
Non ti sto dicendo che bisogna dire sempre di no...non è questo il concetto che voglio far passare. Voglio dire che l'energia da incenerimento ha molte lacune:
1) i rifiuti non devono essere visti come qualcosa di cui sbarazzarsene per sempre (le risorse sulla Terra non sono infinite!!!)
2) il fatto dell'autoalimentarsi non è sempre vero perchè i rifiuti non sono solo plastica e carta!
3) per quanto controllati possano essere questi inceneritori i filtri non terranno mai le nanoparticelle dei fumi (non sono io a dirlo ma gli esperti nel settore, medici e scienziati)
4) Dove buttare gli scarti altamente tossici degli inceneritori? Proviamo a ribruciarli vediamo cosa succede?

Lo so che le energie rinnovabili al momento non sono sufficienti per il fabbisogno mondiale, ma non lo sono perchè non vengono sfruttate come si deve.

CB

andreacamporese ha detto...

1) Certo, concordo sul fatto che se le politiche "consumistiche" dei supermercati e dei produttori partissero già con il piede giusto, non dovremmo buttare la metà (e più) del prodotto che compriamo nei negozi;
2) Corretto: bisogna capire cosa si brucia e come bruciarlo; nella raccolta differenziata, però, diciamo che potrebbe essere combusto il "secco", il non riciclabile;
3) A dire il vero questa delle "nanoparticelle" non l'ho mai sentita, quindi non posso commentare; è certo però che andrebbe approfondita la questione, perchè se stiamo a guardare le emissioni, allora ogni forma di combustione ne contiene; ripeto: dipende da cosa si brucia e come (intendendo, per esempio, anche le temperature di combustione);
4) Qualche anno fa era stata testata una tecnologia per inertizzare i prodotti tossici della combustione; fallimentare perchè bisogna spendere soldi nella ricerca, ma su questo penso siamo tutti d'accordo; il fatto però è capire se mi convenga stoccare (spesso seppellendo senza controllo, purtroppo) una tonnellata di immondizia tradizionale o una tonnellata di prodotto da Termovalorizzatore (equivalente a diverse tonnellate di immondizia grezza);
5) Le fonti rinnovabili non bastano in parte perchè non sono sfruttate a sufficienza, ma in parte perchè hanno un limite fortissimo nella densità energetica e nei rendimenti; occorre un installato di gran lunga maggiore per produrre un'unità di potenza rispetto a gas, petrolio o nucleare; le rinnovabili, al momento, non sono la soluzione al problema energetico; ci possono permettere di prendere tempo, ovvio, finchè la ricerca troverà una soluzione, e vanno incentivate per una questione di educazione energetica, ma al momento non possono essere la soluzione per problematiche non legate allo sfruttamento.
Interessante discussione, grazie.
Saluti

..:: Symbian ::.. ha detto...

Speriamo che un giorno il rendimento delle tecnologie "rinnovabili" aumenti.

Interessante scambio di idee!

Grazie

il Russo ha detto...

Bella analisi, si rischia di passare per utopisti ma la strada da te indicata è quella giusta: dei no precisi a certe boiate immonde, si ad un consumo e ad uno smaltimento entrambi responsabili.

articolo21 ha detto...

Ci sono due società in Italia: una fa gli inceneritori, l'altra contesta gli inceneritori. La differenza è che la contestazione rimane sulle parole. Gli inceneritori sono cose reali. E' il vero dramma di questa nazione.

MaRaNtZ ha detto...

Gli inceneritori si autosostengono, perchè il potere calorifico dei rifiuti (CDR), se almeno superiore a 2500Kcal/Kg, come è il caso dei rifiuti urbani tal quali, è sufficiente per alimentarlo.
Tuttavia, l'energia netta che essi producono è molto scarsa, i dati CEWEP (associazione europea costruttori di inceneritori) affermano che il rendimento elettrico medio è attorno al 15%, pertanto la maggioranza dell'energia se ne va in calore e in perdite, assai poco recuperabili anche se si utilizza il teleriscaldamento (che in estate manco serve).
Economicamente sono in passivo e si sostengono grazie ai Cip6, termodinamicamente sono in attivo ma solo se si considera nullo il costo energetico per produrre il rifiuto che viene bruciato, e si ignora l'energia per ricreare gli stessi elementi che si fanno sparire incenerendoli, rendendoli pertanto non recuperabili per sempre.