29 dicembre 2008

Social Card: il pacco di Natale!

Ormai il nostro paese non conta più il 20 per cento di famiglie sotto il livello di povertà...in Italia c'è la SOCIAL CARD!
40 € al mese!!!
1,33 € al giorno!!!


Il costo medio di un filone di pane (al sud, dove vivo) è di circa 2 €, al nord immagino molto di più. Quindi "i poveri" devono comprare il pane ogni due giorni e cercare di farselo bastare!!!
L'hanno chiamata Social Card, in inglese, ossia la “tessera del pane”. Ci sono modi e modi per aiutare i poveri, ma l'ultima cosa che bisogna fare è umiliarli. La dignità del povero vale più della dignità del ricco. Il ricco se la può anche comprare, il povero la dignità non la compra, la deve avere. L'umiliazione alle casse del supermercato, l'umiliazione alle poste! L'umiliazione di una trafila burocratica all'italiana!
In tutte le poste della mia zona le "tessere del pane" sono arrivate un paio di settimane fa per quei pochi fortunati (se così possiamo definirli), dopodiché mi è stato detto che non arriveranno più! Discriminazione anche sulla classe più discriminata...
Ci chiediamo: non potevano mandargli 40 euro al mese direttamente a casa sua invece che mandargli la tessera? Costa pure meno, e lasci decidere a lui cosa vuole farne. Perché umiliare così il povero, che si sente già umiliato?
Vedendo la difficoltà incontrata da alcune persone per appropriarsi di questa tessera (che ancora non ci sono riusciti e probabilmente non ci riusciranno mai) allora ho capito perché la scelta di questa tessera del pane invece che di un assegno a casa o di un aumento della pensione.
Il punto sta nel mettere a disposizione dei cittadini un qualche strumento (più o meno discutibile che sia) e in più creare tutto attorno un muro burocratico in modo da puntare sull'abbandono, sulla stanchezza, sulla frustrazione delle persone, un modo meschino per impedire alle persone l'accesso a questo tipo di aiuto (già meschino di suo).

Questa è l'umiliazione della dignità umana, che trasforma il cittadino in suddito.


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