9 dicembre 2008

Come i nostri politici combattono la crisi

Una mini-inchiesta de L'Unità di oggi mette in evidenza come la crisi stia iniziando a colpire anche il ceto medio.

"Alla fine tuttavia non abbiamo avuto scelta, anche stamani contribuiremo a diffondere «senso di impoverimento percepito»: violentemente percepito dalle 2500 persone che in due mesi hanno presentato richiesta di aiuto ai servizi sociali della in altri tempi ricca Bologna. In buona parte sono persone della classe una volta media, persone con un lavoro pagato talmente poco da essere nel bisogno. Si vergognano, si nascondono.
Luciana Cimino e Alessandro Ferrucci sono andati a cercare i nuovi invisibili: italiani, cinquantenni senza lavoro, giovani madri in fila alla mensa. I consumi di Natale, dice il Codacons, sono calati del 20 per cento. Ma non bisogna dirlo che altrimenti nessuno compra i Bot."

E cosa fanno sti "politicini" italiani per fronteggiare la crisi? Sbaglio o negli ultimi giorni i problemi sono stati altri? Negli ultimi giorni i problemi sono passati da incolparsi a vicenda per chi aveva portato più condannati in parlamento (in tutto, ad oggi sono arrivati a 18!) e cercare in qualche modo di screditare le inchieste di De Magistris che a molti potenti fanno paura!

Come scrive Travaglio nella sua rubrica Zorro di oggi:
"Il dibattito sulla «questione morale a sinistra» si fa ogni giorno più elevato. I pregiudicati De Michelis, Di Donato e Pomicino si consolano perché il più pulito ha la rogna, nella speranza che le mani sporche altrui puliscano le loro. Al Tappone, presentando il suo candidato in Abruzzo Gianni Chiodi, ovviamente inquisito, punta il dito contro le porcherie degli altri. I quali, nonostante gli sforzi, non ce l’hanno ancora fatta a eguagliare le sue. Infatti gli rispondono che lui ha portato in Parlamento un bel pò di condannati e inquisiti. Vero, peccato che ne abbian portati anche loro. Ma un po’ di meno. Sono come quella signora citata da Enzo Biagi, la cui figlia era «incinta, ma solo un po’»..."

E intanto le firme REGOLARISSIME di Beppe Grillo del V-Day di Bologna del 2007 a favore di un PARLAMENTO PULITO rischiano di ammuffire alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

I nostri politicini devono capire che l'ottimismo alle famiglie si può dare anche con segnali che negli altri paesi sono la normalità. Cose di cui non si discute nemmeno, perché non c'è nulla di cui discutere: un parlamento senza condannati, un magistrato che possa fare il suo lavoro in assoluta tranquillità... ...in fondo ci accontentiamo di poco...



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2 commenti:

Pietro ha detto...

ci accontenteremmo di poco, un po' di gente onesta che si occupi dei problemi degli altri e non dei propri

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Gente onesta.... merce rara di questi tempi...