29 dicembre 2008

Marco Travaglio - Passaparola 29 Dicembre

I mandarini della Casta


Social Card: il pacco di Natale!

Ormai il nostro paese non conta più il 20 per cento di famiglie sotto il livello di povertà...in Italia c'è la SOCIAL CARD!
40 € al mese!!!
1,33 € al giorno!!!


Il costo medio di un filone di pane (al sud, dove vivo) è di circa 2 €, al nord immagino molto di più. Quindi "i poveri" devono comprare il pane ogni due giorni e cercare di farselo bastare!!!
L'hanno chiamata Social Card, in inglese, ossia la “tessera del pane”. Ci sono modi e modi per aiutare i poveri, ma l'ultima cosa che bisogna fare è umiliarli. La dignità del povero vale più della dignità del ricco. Il ricco se la può anche comprare, il povero la dignità non la compra, la deve avere. L'umiliazione alle casse del supermercato, l'umiliazione alle poste! L'umiliazione di una trafila burocratica all'italiana!
In tutte le poste della mia zona le "tessere del pane" sono arrivate un paio di settimane fa per quei pochi fortunati (se così possiamo definirli), dopodiché mi è stato detto che non arriveranno più! Discriminazione anche sulla classe più discriminata...
Ci chiediamo: non potevano mandargli 40 euro al mese direttamente a casa sua invece che mandargli la tessera? Costa pure meno, e lasci decidere a lui cosa vuole farne. Perché umiliare così il povero, che si sente già umiliato?
Vedendo la difficoltà incontrata da alcune persone per appropriarsi di questa tessera (che ancora non ci sono riusciti e probabilmente non ci riusciranno mai) allora ho capito perché la scelta di questa tessera del pane invece che di un assegno a casa o di un aumento della pensione.
Il punto sta nel mettere a disposizione dei cittadini un qualche strumento (più o meno discutibile che sia) e in più creare tutto attorno un muro burocratico in modo da puntare sull'abbandono, sulla stanchezza, sulla frustrazione delle persone, un modo meschino per impedire alle persone l'accesso a questo tipo di aiuto (già meschino di suo).

Questa è l'umiliazione della dignità umana, che trasforma il cittadino in suddito.


23 dicembre 2008

Buon Natale s.p.a.

Buon Natale s.p.a. a tutti!!!

Vi raccomando spendete, senza paura! Senza pensare alla crisi e a tutte quelle pippe mentali che noi comuni mortali ci facciamo in questi periodi di crisi.
SPENDETE FELICEMENTE!!!
Se per caso vi dovesse passare un pò di voglia di Natale s.p.a. uscite e passate dai mille centri commerciali sparsi per i nostri paesi. In un istante lo spirito natalizio sarà nei vostri cuori...

Come detto da un altro blogger, "non schifo il Natale in quanto festa religiosa, la subisco serenamente come subiamo le bollette da pagare, il cartellino da timbrare, le code che si fanno nei negozi, odio tutto ciò che gira intorno al Natale e che, volenti o nolenti, tutti ci dobbiamo pippare."

A presto

CB

22 dicembre 2008

Marco Travaglio - DIRETTA - Passaparola, lun 22 Dicembre

Associazione Nazionale Magistrati Strabici



Piano Salva Lavoro del Governo

Ecco il piano di gente come Sacconi pagata profumatamente (TROPPO!) in un periodo come questo. La sua formula è:
"Ecco il piano salva-posti meno ore di lavoro e meno salari"

Io l'ho dovuto leggere un paio di volte, perché ho fatto fatica a comprendere il pensiero di questo guru dell'economia e del lavoro. Quindi, per intenderci, "Lavorare anche meno, pur di lavorare tutti".

Continuo a non comprendere. Forse visto che siamo in democrazia, si vuole un impoverimento democratico? Un impoverimento delle famiglie paritario?

Propongo di aprire il parlamento 1 giorno a settimana, in modo da pagare sta gente un settimo del loro stipendio. In fondo sappiamo tutti che il parlamento è tutta una farsa...e che il suo peso è praticamente nulla sulle scelte questa oligarchia opera sulle nostre teste. Riduciamo la settimana della politica! Riduciamo la settimana del sarto, del barbiere, delle auto blu, del ristorante, dei voli, degli alberghi, riduciamo la settimana dei privilegi!!!

Qui invece di pensare a nuovi investimenti, aiuto alle famiglie, alle aziende, lotta (vera!!!) alla corruzione partendo dall'alto, tagli alle spese superflue, pensiamo a come inculare questa crisi alle solite persone...


21 dicembre 2008

Berlusconi: Ultimatum alla Democrazia



La conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio Berlusconi come molti si aspettano in una specie di campagna elettorale. E quando quest'uomo fa campagne elettorali (la cosa che sa fare meglio, dobbiamo riconoscerlo, soprattutto in Italia, dove tutto si svolge come un grande monologo) allora dà il meglio di sé. E soprattutto visto che siamo sotto Natale ha visto bene di regalare molte palle agli italiani...giusto per venirci incontro con la crisi...

La Finanziaria triennale e il risanamento. L'anticipo della manovra Finanziaria con un decreto dal valore triennale ha consentito di "evitare l'assalto alla diligenza" e di realizzare una "politica di rigore e di tagli agli sprechi" che ci consente di puntare "verso un debito inferiore al 100% del Pil", ha rivendicato il premier. Berlusconi ha ricordato che il debito italiano, cresciuto negli anni 70, "è il terzo al mondo, è al 106% per cento del Pil e ci costa 85 miliardi l'anno di interessi". Il premier promette anche una maggiore attenzione alla lotta all'evasione: "Tutto ciò che sarà recuperato nella lotta all'evasione contro tanti italiani troppo furbi sarà utilizzato per abbattere le tasse".

Vorrà forse fare luce su tutte le società off-shore di Mediaset all'estero fatte ad-hoc per eludere il fisco italiano? Speriamo..

"La profondità e l'estensione di questa crisi, che comunque non neghiamo - ha aggiunto il premier - sta tutta nella mani dei cittadini italiani ed europei".

E su questo nulla da dire...lo sappiamo già che la crisi...gira che ti rigira...ce la inculano sempre a noi...

Presto la riforma della giustizia, pronto Ddl. Due i punti salienti del dl: separazione delle carriere, indagini affidate alla polizia giudiziaria senza più la direzione del pm. Il premier ha quindi chiarito che la riforma non prevederà "poteri di indirizzo e controllo del governo sui pm. Ci sarà solo il voto del Parlamento sulle priorità da seguire alla lotta alla criminalità".

Se non avete chiaro cosa significhi bene "indagini affidate alla polizia giudiziaria" vi consiglio di seguire il Passaparola di Marco Travaglio sulla giustizia.


"Auspicabile riforma presidenziale". "L'Italia è pronta per l'elezione diretta del presidente della Repubblica. E' auspicabile una riforma della Costituzione in senso presidenziale. Il capo del governo deve almeno avere gli stessi poteri che hanno gli altri premier Ue", ha affermato Berlusconi, aggiungendo che questa riforma costituzionale sarebbe realizzabile solo con un consenso bipartisan in Parlamento.

Praticamente si sta già pensando a cosa fare per la fine di questa legislatura...

E ancora...Bisogna tornare al nucleare - Praticamente, non abbiamo una lira per aiutare le famiglie e ancora parliamo di investire su tecnologie vecchie, costosissime, a lungo termine, e illegale (ricordiamoci che gli italiani hanno votato contro il nucleare!!!)

Passando alla politica estera, Berlusconi ha rivendicato il merito di aver "cambiato immagine e profilo dell'Italia in ambito internazionale''.....INFATTI L'HA PEGGIORATA...SIAMO AI MINIMI STORICI!!!
Aiutiamo il dittatore libico Gheddafi...siamo amiconi di uno stato con tante ombre e poche luci come la Russia...ci mostiamo razzisti con battute (idiote) sul nuovo presidente degli Stati Uniti...


Alla domanda sul sottosegretario Nicola Cosentino, indicato da pentiti come uomo di fiducia del clan dei Casalesi, il presidente del Consiglio ha ribattuto che la "solita sinistra" lo provoca.
Di seguito ha risposto dicendo "quando abbiamo deciso di inserire al governo e in Parlamento persone su cui esistevano indagini in corso o dei procedimenti della magistratura l’abbiamo sempre fatto a ragion veduta. Ascoltando queste persone, conoscendole". Sugli inquisiti del centrodestra - siano sospettati di mafia o di camorra, non importa - garantisce lui personalmente.
La sua parola contro le deposizioni a verbale e le istruttorie. Brava gente a insindacabile giudizio del leader, pazienza per i magistrati.È un metodo, certo. Il suo metodo.


20 dicembre 2008

Lettera di Roberto Saviano

La corruzione inconsapevole che affonda il Paese


La cosa enormemente tragica che emerge in questi giorni è che nessuno dei coinvolti delle inchieste napoletane aveva la percezione dell'errore, tantomeno del crimine. Come dire ognuno degli imputati andava a dormire sereno. Perché, come si vede dalle carte processuali, gli accordi non si reggevano su mazzette, ma sul semplice scambio di favori: far assumere cognati, dare una mano con la carriera, trovare una casa più bella a un costo ragionevole. Gli imprenditori e i politici sanno benissimo che nulla si ottiene in cambio di nulla, che per creare consenso bisogna concedere favori, e questo lo sanno anche gli elettori che votano spesso per averli, quei favori. Il problema è che purtroppo non è più solo la responsabilità del singolo imprenditore o politico quando è un intero sistema a funzionare in questo modo.

Oggi l'imprenditore si chiama Romeo, domani avrà un altro nome, ma il meccanismo non cambierà, e per agire non si farà altro che scambiare, proteggere, promettere di nuovo. Perché cosa potrà mai cambiare in una prassi, quando nessuno ci scorge più nulla di sbagliato o di anomalo. Che un simile do ut des sia di fatto corruzione è un concetto che moltissimi accoglierebbero con autentico stupore e indignazione. Ma come, protesterebbero, noi non abbiamo fatto niente di male!

E che tale corruzione non vada perseguitata soltanto dalla giustizia e condannata dall'etica civile, ma sia fonte di un male oggettivo, del funzionamento bloccato di un paese che dovrebbe essere fondato sui meccanismi di accesso e di concorrenza liberi, questo risulta ancora più difficile da cogliere e capire. La corruzione più grave che questa inchiesta svela sta nel mostrarci che persone di ogni livello, con talento o senza, con molta o scarsa professionalità, dovevano sottostare al gioco della protezione, della segnalazione, della spinta.

Non basta il merito, non basta l'impegno, e neanche la fortuna, per trovare un lavoro. La condizione necessaria è rientrare in uno scambio di favori. In passato l'incapace trovava lavoro se raccomandato. Oggi anche la persona di talento non può farne a meno, della protezione. E ogni appalto comporta automaticamente un'apertura di assunzioni con cui sistemare i raccomandati nuovi.

Non credo sia il tempo di convincere qualcuno a cambiare idea politica, o a pensare di mutare voto. Non credo sia il tempo di cercare affannosamente il nuovo o il meno peggio sino a quando si andrà incontro a una nuova delusione. Ma sono convinto che la cosa peggiore sia attaccarsi al triste cinismo italiano per il quale tutto è comunque marcio e non esistono innocenti perché in un modo o nell'altro tutti sono colpevoli. Bisogna aspettare come andranno i processi, stabilire le responsabilità dei singoli. Però esiste un piano su cui è possibile pronunciarsi subito. Come si legge nei titoli di coda del film di Francesco Rosi "Le mani sulla città: "I nomi sono di fantasia ma la realtà che li ha prodotti è fedele".

Indipendentemente dalle future condanne o assoluzioni, queste inchieste della magistratura napoletana, abruzzese e toscana dimostrano una prassi che difficilmente un politico - di qualsiasi colore - oggi potrà eludere. Non importa se un cittadino voti a destra o a sinistra, quel che bisogna chiedergli oggi è esclusivamente di pretendere che non sia più così. Non credo siano soltanto gli elettori di centrosinistra a non poterne più di essere rappresentati da persone disposte sempre e soltanto al compromesso. La percezione che il paese stia affondando la hanno tutti, da destra a sinistra, da nord a sud. E come in ogni momento di crisi, dovrebbero scaturirne delle risorse capaci di risollevarlo. Il tepore del "tutto è perduto" lentamente dovrebbe trasformarsi nella rovente forza reattiva che domanda, esige, cambia le cose. Oggi, fra queste, la questione della legalità viene prima di ogni altra.

L'imprenditoria criminale in questi anni si è alleata con il centrosinistra e con il centrodestra. Le mafie si sono unite nel nome degli affari, mentre tutto il resto è risultato sempre più spaccato. Loro hanno rinnovato i loro vertici, mentre ogni altra sfera di potere è rimasta in mano ai vecchi. Loro sono l'immagine vigorosa, espansiva, dinamica dell'Italia e per non soccombere alla loro proliferazione bisogna essere capaci di mobilitare altrettante energie, ma sane, forti, mirate al bene comune. Idee che uniscano la morale al business, le idee nuove ai talenti.

Ho ricevuto l'invito a parlare con i futuri amministratori del Pd, così come l'invito dell'on del Pdl Granata ad andare a parlare a Palermo con i giovani del suo partito. Credo sia necessario il confronto con tutti e non permettere strumentalizzazioni. Le organizzazioni criminali amano la politica quando questa è tutta identica e pronta a farsi comprare. Quando la politica si accontenta di razzolare nell'esistente e rinuncia a farsi progetto e guida. Vogliono che si consideri l'ambito politico uno spazio vuoto e insignificante, buono solo per ricavarne qualche vantaggio. E a loro come a tutti quelli che usano la politica per fini personali, fa comodo che questa visione venga condivisa dai cittadini, sia pure con tristezza e rassegnazione.

La politica non è il mio mestiere, non mi saprei immaginare come politico, ma è come narratore che osserva le dinamiche della realtà che ho creduto giusto non sottrarmi a una richiesta di dialogo su come affrontare il problema dell'illegalità e della criminalità organizzata. Il centrosinistra si è creduto per troppo tempo immune dalla collusione quando spesso è stato utilizzato e cooptato in modo massiccio dal sistema criminale o di malaffare puro e semplice, specie in Campania e in Calabria. Ma nemmeno gli elettori del centrodestra sono felici di sapere i loro rappresentanti collusi con le imprese criminali o impegnati in altri modi a ricavare vantaggi personali. Non penso nemmeno che la parte maggiore creda davvero che sia in atto un complotto della magistratura. Si può essere elettori di centrodestra e avere lo stesso desiderio di fare piazza pulita delle collusioni, dei compromessi, di un paese che si regge su conoscenze e raccomandazioni.

Credo che sia giunto il tempo di svegliarsi dai sonni di comodo, dalle pie menzogne raccontate per conforto, così come è tempo massimo di non volersela cavare con qualche pezza, quale piccola epurazione e qualche nome nuovo che corrisponda a un rinnovamento di facciata. Non ne rimane molto, se ce n'è ancora. Per nessuno. Chi si crede salvo, perché oggi la sua parte non è stata toccata dalla bufera, non fa che illudersi. Per quel che bisogna fare, forse non bastano nemmeno i politici, neppure (laddove esistessero) i migliori. In una fase di crisi come quella in cui ci troviamo, diviene compito di tutti esigere e promuovere un cambiamento.

Svegliarsi. Assumersi le proprie responsabilità. Fare pressione. È compito dei cittadini, degli elettori. Ognuno secondo la sua idea politica, ma secondo una richiesta sola: che si cominci a fare sul serio, già da domani.

Fonte: Repubblica.it

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19 dicembre 2008

Complicità e Sospetti



Ieri la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha negato l'autorizzazione a eseguire la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del deputato Margiotta.
Dal resoconto della seduta si evince che:

Pierluigi CASTAGNETTI, presidente e relatore, osserva che, pur a fronte dei dati oggettivi che l'autorità giudiziaria prospetta, il quadro indiziario concernente Salvatore Margiotta gli appare limitato e frammentario. Se è verosimile credere che egli conoscesse e frequentasse il Ferrara, mancano dalla documentazione trasmessa

Pierluigi MANTINI (PD) dubita che si possa parlare di una promessa di danaro. Ci si dovrebbe limitare a riferire di un'intenzione del Ferrara di consegnare la somma al Margiotta.

La Giunta, a maggioranza, delibera di proporre all'Assemblea il diniego dell'autorizzazione, conferendo al presidente Castagnetti il mandato di predisporre la relazione.

Ecco la composizione di questa Giunta per le Autorizzazioni che pensano di essere dei magistrati e decidono al posto dei magistrati.

Nei prossimi giorni Camera e Senato dovranno dire sì o no ai giudici che chiedono di usare intercettazioni indirette di Dell’Utri, Latorre, Margiotta, Lusetti, Bocchino.

Secondo voi cosa accadrà?

18 dicembre 2008

Cortina di ferro per i politici

Camera, la giunta dice no all'arresto di Margiotta

La Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta di arresti domiciliari, presentata dalla procura di Potenza, riguardante il deputato del Pd Salvatore Margiotta. La richiesta del provvedimento restrittivo nei confronti di Margiotta, è riferita all'inchiesta delle tangenti pagate sugli appalti per l'estrazione del petrolio in Basilicata.

17 dicembre 2008

Marco Travaglio - Neurodeliri


Fonte: Rubrica Zorro 17.12.2008 de l'Unità (Marco Travaglio)

In Abruzzo vince l’inquisito Chiodi.
Colpa della questione morale nel Pd”.
“Il Pd perde 10 punti, l’Udc ne perde 1, Di Pietro raddoppia, la Sinistra avanza”. “Bisogna scaricare Di Pietro e la Sinistra e allearsi con l’Udc”.
Sei mesi fa votò l’80%, ora solo il 53: un elettore su due è rimasto a casa, soprattutto in casa Pd, dopo l’arresto di Del Turco”.
Colpa di Di Pietro, bisogna andare con Casini, Cesa e Cuffaro, così gli elettori ritrovano l’entusiasmo e si precipitano alle urne”.
“Costantini ha preso meno voti della coalizione: nel Pd qualcuno ha fatto votare Chiodi”. “Colpa di Di Pietro, bisogna escluderlo non solo dalla Vigilanza e dal Cda Rai, ma da tutti gli incarichi: in fondo ha solo il terzo partito d’Italia”.
“Hanno arrestato per tangenti il segretario abruzzese del Pd, sindaco di Pescara”.
I giudici fanno politica”.
“Ma hanno atteso che si chiudessero le urne”. “L’han fatto apposta per infierire sugli sconfitti”.
“Ma han pure inquisito Carlo Toto, quello di Air One, che ha il nipote deputato Pdl e s’è visto
salvare la compagnia dal governo, ma aveva ottimi rapporti anche col Pd”.
E’ la prova che i giudici fanno politica, contro la destra e contro la sinistra”.
“A Potenza chiedono l’arresto del deputato Pd Francesco Margiotta”.
Anche a Potenza i giudici fanno politica”.
“Ma l’inchiesta è di Woodcock, quello che ha indagato lo staff di Fini e Pecoraro Scanio”.
Anche lui fa politica contro destra e sinistra”.
“Ma Margiotta era indagato da un anno in un’altra inchiesta, e il Pd l’ha ricandidato e riportato alla Camera lo stesso”.
Ha ragione Berlusconi: bisogna riformare la giustizia”.




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16 dicembre 2008

Codice Battista

Nel dibattito sulla giustizia irrompe Pigi Battista, che sempre più spesso si avventura su questo terreno impervio pur essendone digiuno, anzi proprio per questo.Dopo aver liquidato l’inviato Carlo Vulpio,troppo esperto sul “caso De Magistris” per poterne scrivere, il Corriere si affida agli inesperti onde evitare che i fatti disturbino le pinioni. L’ultima di Pigi è che i pm non devono chiedere la proroga delle indagini. Se lo fanno, vuol dire che l’indagine è carta straccia. Come se la consistenza dell’indagine dipendesse dal tempo impiegato a farla. Il principio, decisamente innovativo, non vale per tutti: ogni giorno i 2mila pm italiani fanno indagini e, se il lavoro non è finito nei primi 6 mesi, chiedono al gip di prorogarle fino a 18 (24 in caso dimafia). La regola, sancita dal Codice, vale per tutti gli indagati. Ma non per Del Turco, innocente per definizione.
Le prove? 1) È stato sfrattato dalla sua casa di Roma, dunque è povero in canna; 2) i pm han chiesto la proroga delle indagini, dunque le prove non sono così schiaccianti; 3) non si sono ancora trovati i soldi, dunque “il buonsenso” dice che le tangenti non c’erano, ergo bisognava “aspettare” prima di arrestarlo. Il giurista per caso ignora che, per arrestare qualcuno prima del processo, non occorrono “prove”, ma “gravi indizi di colpevolezza” (finora confermati dai giudici): la custodia cautelare serve appunto a indagare al riparo dagli inquinamenti di chi fa sparire le prove
e concorda versioni di comodo per nasconderle meglio.
Ma questo vale per i poveracci. Per i Del Turco, no. È il Codice Battista.

Fonte: Rubrica Zorro 16.12.2008 de l'Unità (Marco Travaglio)


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15 dicembre 2008

Marco Travaglio, Passaparola, 15 Dicembre 2008

Marco Travaglio - La giustizia dei ricchi


14 dicembre 2008

Brunetto scherzetto!

Brunetta ora si applica al lavoro femminile. Pensa alle donne, è meglio che lavorino un po’ di più, dice: «Per il loro bene». Un pensiero davvero gentile da parte sua «È l’ora di finirla con le discriminazioni». Dunque tutte al lavoro fino a 65 anni. Vorremmo suggerire al ministro Brunetta altri due esempi di vera discriminazione di genere sul luogo di lavoro, due questioni che le donne devono affrontare e subire ben prima di arrivare alla pensione. Primo: le donne sono pagate in media il 30 e fino al 50 per cento in meno degli uomini a parità di mansioni. Fanno lo stesso lavoro per lo stesso orario con le stesse responsabilità e guadagnano anche la metà.
Come mai?


Fonte: l'Unità.it

...Dobbiamo sperare solamente che non prendano come esempio la senatrice a vita Rita Levi-Montalcini (99 anni!!!)...

13 dicembre 2008

Polo Nordio

Ogniqualvolta un’indagine lambisce il centrosinistra, i giornali innestano il pilota automatico: «Mani Pulite aveva risparmiato la sinistra, che infatti stava con i giudici,ma ora che s’indaga a sinistra». Peccato che da 15 anni le inchieste sulla sinistra si sprechino, a partire da Mani Pulite (i primi due politici milanesi arrestati nel ’92 furono gli ex comunisti Li Calzi e Soave, e altri ne seguirono, tant’è che il partito a Milano non se n’è più riavuto). Ma, profittando dell’amnesia generale, si contano balle. Tipo questa: l’unico che osò indagare a sinistra è il pm veneziano Carlo Nordio. In realtà Nordio assemblò atti giunti da Torino e Milano su alcune coop rosse e nel ’94 li usò per indagare Occhetto e D’Alema per illecito finanziamento. Poi dovette archiviare perché non c’erano prove: la stessa conclusione già tratta da Milano e Torino. Ora Nordio sul Corriere gabella quel fiasco per un motivo di vanto: «Il principio secondo cui il segretario di un partito “non poteva non sapere”, per me, è incivile». Strano: nessun pmmilanese ha mai contestato quel principio incivile. Sapete chi lo contestò? Nordio, nell’invito a comparire del 14.9.94 a D’Alema e Occhetto: «La combinazione logica di questi elementi non consente soluzione diversa dal ritenere che gli on. Occhetto e D’Alema fossero al corrente del flusso di risorse gestito da Fontana (manager coop, ndr), visto che il partito lo aveva colà collocato» per «l’illecito finanziamento del partito... e che in quanto massimi dirigenti ne siano stati i percettori finali». La combinazione logica tra queste parole e l’intervista di Nordio al Corriere la lasciamo ai lettori.

Fonte: Rubrica Zorro 13.12.2008 (Marco Travaglio)

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12 dicembre 2008

Regime? Magari

Il presidente del Consiglio comunica alla Nazione che riscrive la Costituzione a colpi di maggioranza e a propria immagine e somiglianza per metter la Giustizia alle dipendenze del governo, cioè sue. Ma nessuno dei presenti ha nulla da obiettare.
Anche perché l’annuncio eversivo non lo dà in Parlamento o in Consiglio dei ministri, ma al Tempio di Adriano, dove presenta l’ultimo libro di Bruno Vespa pubblicato da Mondadori, cioè da lui. Il libro, rapidamente entrato e ancor più rapidamente uscito dalle classifiche dei più venduti, è definito dal premier editore (che non l’ha letto) «un poema dantesco, dall’Inferno della sinistra al Paradiso del mio governo: regalàtelo a Natale, così fate contenti gli editori ».Cioè lui. L’insetto se la ride di gusto e ne ha ben donde: il premier lo mantiene da anni con tutta la famiglia. Pur pensionato, Vespa va in onda su Rai1 quattro sere a settimana per 1,2 milioni l’anno grazie a Del Noce, cioè a Berlusconi. Il quale gli pubblica i libri e paga lautamente una rubrica su Panorama.
Qui lavora pure il fratello, Stefano Vespa, mentre la signora Augusta Iannini in Vespa dirige l’ufficio legislativo del ministero della Giustizia del governo Berlusconi: la paghiamo per scrivere le controriforme di Angelino Jolie. Il vernissage si chiude con sapide battute sugli sport preferiti dal satrapo («le donne e la caccia, ovviamente alle donne»): entusiasmo incontenibile.Nelle stesse ore il Csm anticipa la riforma e diventa il plotone di esecuzione della politica: via tutti i pm di Salerno che osano indagare sul verminaio di Catanzaro, allarmando tanti bravi ladri. È vero, questo non è un regime. È peggio.

Fonte: Rubrica Zorro 12.12.2008 (Marco Travaglio)

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9 dicembre 2008

Come i nostri politici combattono la crisi

Una mini-inchiesta de L'Unità di oggi mette in evidenza come la crisi stia iniziando a colpire anche il ceto medio.

"Alla fine tuttavia non abbiamo avuto scelta, anche stamani contribuiremo a diffondere «senso di impoverimento percepito»: violentemente percepito dalle 2500 persone che in due mesi hanno presentato richiesta di aiuto ai servizi sociali della in altri tempi ricca Bologna. In buona parte sono persone della classe una volta media, persone con un lavoro pagato talmente poco da essere nel bisogno. Si vergognano, si nascondono.
Luciana Cimino e Alessandro Ferrucci sono andati a cercare i nuovi invisibili: italiani, cinquantenni senza lavoro, giovani madri in fila alla mensa. I consumi di Natale, dice il Codacons, sono calati del 20 per cento. Ma non bisogna dirlo che altrimenti nessuno compra i Bot."

E cosa fanno sti "politicini" italiani per fronteggiare la crisi? Sbaglio o negli ultimi giorni i problemi sono stati altri? Negli ultimi giorni i problemi sono passati da incolparsi a vicenda per chi aveva portato più condannati in parlamento (in tutto, ad oggi sono arrivati a 18!) e cercare in qualche modo di screditare le inchieste di De Magistris che a molti potenti fanno paura!

Come scrive Travaglio nella sua rubrica Zorro di oggi:
"Il dibattito sulla «questione morale a sinistra» si fa ogni giorno più elevato. I pregiudicati De Michelis, Di Donato e Pomicino si consolano perché il più pulito ha la rogna, nella speranza che le mani sporche altrui puliscano le loro. Al Tappone, presentando il suo candidato in Abruzzo Gianni Chiodi, ovviamente inquisito, punta il dito contro le porcherie degli altri. I quali, nonostante gli sforzi, non ce l’hanno ancora fatta a eguagliare le sue. Infatti gli rispondono che lui ha portato in Parlamento un bel pò di condannati e inquisiti. Vero, peccato che ne abbian portati anche loro. Ma un po’ di meno. Sono come quella signora citata da Enzo Biagi, la cui figlia era «incinta, ma solo un po’»..."

E intanto le firme REGOLARISSIME di Beppe Grillo del V-Day di Bologna del 2007 a favore di un PARLAMENTO PULITO rischiano di ammuffire alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

I nostri politicini devono capire che l'ottimismo alle famiglie si può dare anche con segnali che negli altri paesi sono la normalità. Cose di cui non si discute nemmeno, perché non c'è nulla di cui discutere: un parlamento senza condannati, un magistrato che possa fare il suo lavoro in assoluta tranquillità... ...in fondo ci accontentiamo di poco...



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8 dicembre 2008

Marco Travaglio - Passaparola 8 Dicembre

Scontro finale fra politica e magistratura




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Blog di Beppe Grillo: Intervista a Lester Brown - sub ita

Il blog di Beppe Grillo ha intervistato Lester Brown, presidente dell'Earth Policy Institute, autore del libro "Plan B 3.0" e vincitore di numerosi premi per la preservazione dell'ambiente. Il Washington Post lo ha definito "uno dei più influenti opinionisti del mondo".
Le sue parole in questa Italia delle centrali nucleari, dei rigassificatori, degli inceneritori, delle discariche tossiche, dell'eliminazione degli incentivi sulle energie alternative e della ritrattazione degli impegni di Kyoto sembrano venire da un altro pianeta. Ma è lo stesso in cui abitiamo noi. Ne abbiamo uno solo sacrificato al consumo e al guadagno. Lo psico(nano)spacciatore di consumi e di programmi televisi usati ha il controllo dell'informazione. Ma il pianeta se ne frega della sua informazione.

Ecco il video con i sottotitoli in italiano. Buona Visione!





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7 dicembre 2008

Prima dichiarazione vera di Berlusconi


VENGHINO SIGNORI VENGHINO!!!
Straordinario!!!
Prima dichiarazione vera del presidente del consiglio berlusconi!!!

In merito all'incatenamento del sindaco di Firenze Leonardo Domenici, il premier dice:
"Cosa volete che vi dica, allora io chissà per quanto tempo mi sarei dovuto incatenare. Avrei dovuto farlo tutti i giorni"

SIIIIIIIIIIII! BRAVO! BRAVISSIMO! LO HA AMMESSO!
E aggiungo io...avresti dovuto buttare la chiave!!!
Comunque, se berlusconi vuole sapere per quanto tempo doveva rimanere incatenato, non è difficile: basta che si tolga lo scudo spaziale e lasci lavorare i giudici...non è difficile!
Forse berlusconi vuole avviare una campagna di moralizzazione sui suoi 17 processi presenti e passati?

6 dicembre 2008

98 MILIARDI DI EURO!!!

Ieri sul blog di Beppe Grillo è stato pubblicato un post sulla vicenda dei 98 miliardi di euro di presunto danno erariale da parte delle concessionarie di slot machine. 98 MILIARDI!!!

Un collaboratore di Grillo era presente alla Corte dei Conti dove in sostanza si è rimandata la decisione su chi deve decidere l'importo del danno alla Corte di Cassazione. Che, forse tra qualche anno, attribuirà la competenza al Tar del Lazio, alla Corte dei Conti o alla giustizia ordinaria.
Ecco il video.

Ma qualcuno ha sentito parlare nei telegiornali anche minimamente di questa vicenda?!? Eppure il TG1 ieri ha mandato anche la notizia del primo albergo a 0 stelle. NOTIZIONA utilissima in un periodo di recessione come questo. Ma della notizia dei 98 miliardi di euro evasi allo stato niente. Mah...sarà...eppure quando c'era da parlare di Valentino Rossi e di altri vip si facevano anche gli approfondimenti serali. 98 miliardi non meritano tutta questa importanza!?
E ora? Niente niente che ci sono pezzi grossi coinvolti in questa vicenda?!
Magari politici?
WHY NOT?!?

Sono coinvolte dieci società, tra cui le quotate Lottomatica e Snai, quelle, per intenderci, che si fanno la pubblicità sponsorizzando il gioco sicuro e responsabile. Quelle che nel solo 2007 hanno contribuito a far avere allo stato 11.380 milioni di euro di entrate! Non è che si sta pensando ad un condono silenzioso? Uno sconticino!?



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VIVA L'ITALIA!

Scuola, Chiesa contro Tremonti E il governo fa marcia indietro


Non sono servite manifestazioni, sit-in, o lezioni all'aperto. E' bastata la minaccia della mobilitazione delle scuole cattoliche per far cambiare idea al governo nel giro di qualche ora. I fondi per le scuole paritarie "vengono ripristinati", ha assicurato il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato sulla finanziaria. "C'è un emendamento del relatore che ripristina - dice Vegas - il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini". Nonostante le rassicurazioni, anche il Papa ha fatto sentire la propria voce: "Gli aiuti per l'educazione religiosa dei figli - ha detto Benedetto XVI - sono un diritto inalienabile".
Fonte: Repubblica.it


...purtroppo temo di aver capito la relazione...





Il premier ai soci Cai: "Siete patrioti. In futuro possibili nuove assunzioni"


Berlusconi brinda con i soci della Cai. Li chiama "patrioti" e annuncia future assunzioni nella compagnia aerea. Rivolgendosi ai soci della cordata riuniti a cena a Villa Madama, a Roma, insieme a Intesa Sanpaolo, il presidente del Consiglio definisce il salvataggio di Alitalia "un atto di patriottismo necessario per avere una compagnia di bandiera italiana e salvaguardare il turismo, settore vitale per il nostro Paese".
"Ci guadagnerete". Berlusconi non nasconde la convinzione che aver salvato la compagnia si trasformerà per gli azionisti della nuova azienda in un"buon investimento": "Vi ho consentito l'ingresso in un settore in crescita - dice - e sono convinto che alla fine questa operazione vi permetterà di guadagnarci".
Fonte: Repubblica.it


...e qui la relazione è fin troppo chiara...





Mille e tre morti dopo la Thyssen, il lavoro in Italia rimane insicuro


2.375 morti all'anno tra il 1960 e il 1970; 1909 nel decennio '71-'80, 1.377 tra l'81 e il '90, 1.058 alle soglie del secondo millennio. Circa 1.000 quest'anno. UNA GUERRA! Le regole esistono ma gli interessi degli imprenditori sono più forti!
Fonte: Repubblica.it


...anche qui la relazione è fin troppo chiara...





Guerra tra procure, Csm convoca i pm


L’operazione è chiara e spudorata: intimidire la Procura di Salerno che sembra aver trovato le prove del complotto contro De Magistris e gabellare l’indagine sulle toghe calabro-lucane come una “lotta fra procure”, una guerra per bande che qualcuno deve fermare per il bene di tutti. E stabilire una volta per tutte che sui politici e i loro protettori non si indaga. Non c’è alcuna guerra per bande, almeno non da tutte le parti. I pm salernitani, competenti per legge sulle vicende giudiziarie di Catanzaro, sono stati investiti da denunce di e contro De Magistris. Hanno indagato per un anno in silenzio, e alla fine non han trovato prove sulle denunce contro De Magistris, mentre le han trovate sui gravissimi fatti denunciati dal pm. Come la legge li obbliga a fare, hanno archiviato le prime e approfondito i secondi, indagando i magistrati calabresi sospettati e perquisendone gli uffici. Fin qui, tutto normale. Le anomalie sono accadute ieri: l’atto di insubordinazione del Pg di Catanzaro, che definisce “atto eversivo” un’indagine doverosa nei suoi uffici; gli avvisi di garanzia partiti da Catanzaro contro i pm di Salerno (Catanzaro non è competente su Salerno: lo è Napoli, le competenze incrociate sono abolite da 10 anni) e il contro-sequestro degli atti acquisiti dai salernitani; l’ispezione a piedi giunti del cosiddetto ministro Alfano, gravissima interferenza politica in un’inchiesta in corso. Insolita è anche la richiesta degli atti dal capo dello Stato. Si spera almeno che quelle carte inducano il Csm a mettere finalmente il naso nel vero scandalo: Salerno è il dito che indica la luna, ma la luna sta a Catanzaro.
Fonte: voglioscendere.ilcannocchiale.it


...tutto...tutto fin troppo chiaro...




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5 dicembre 2008

Massoni, politici e poteri forti ecco chi ha fermato le inchieste di De Magistris


SALERNO - Le inchieste "Why Not", "Poseidone" e "Toghe Lucane", dovevano essere fermate ad ogni costo. I personaggi a vario titolo coinvolti, erano "eccellenti" e "potenti". C'erano politici, massoni, magistrati, imprenditori in odor di mafia e tanto altro. E su tutto questo ci fu anche il "silenzio" del presidente della Repubblica Napolitano, "nonostante avessi pubblicamente auspicato un suo intervento". Queste le accuse che il pm Luigi De Magistris, titolare di quelle inchieste ha consegnato ai colleghi di Salerno in numerosi interrogatori. Accuse che mercoledì scorso hanno portato al sequestro degli atti negli uffici di Catanzaro, provocando un terremoto, giudiziario ma anche istituzionale.

Le indagini su Mastella
Il 12 novembre 2007, quando non è più titolare delle inchieste, avocate dai suoi superiori di Catanzaro, De Magistris viene interrogato dai pm di Salerno e racconta: "Togliendomi "Poseidone" loro mi hanno voluto lanciare un messaggio per cercare di fermarmi. Ancora non sapevano del livello che avevano raggiunto "Toghe Lucane" e "Why Not". Allora hanno dovuto accelerare la mia richiesta di trasferimento cautelare e qui si innestano poi, evidentemente, anche delle sinergie istituzionali... E' ovviamente inquietante il silenzio istituzionale sulla vicenda - per esempio - del trasferimento cautelare e in qualche modo sul coinvolgimento di Prodi e Mastella (indagati da De Magistris ndr)... Io credo che non si sia mai visto che un ministro della Giustizia chieda il trasferimento cautelare di un magistrato che indaga sul presidente del Consiglio di cui lui è ministro e che regge in modo determinante la maggioranza che è un po' fragile, e soprattutto che chiede il trasferimento di chi sta lavorando in qualche modo su di lui. E il ministro Mastella lo sapeva benissimo delle intercettazioni che lo riguardavano direttamente... quindi vuol dire che necessariamente si è disposti anche a mettere sul tappeto il rischio di una rottura istituzionale sui rapporti tra esecutivo e magistratura o anche una rivolta dell'opinione pubblica o dei magistrati a fronte di un atto così grave...".

Il caso Prodi
Sempre nell'interrogatorio del 12 novembre De Magistris spiega le "accelerazioni" per togliergli le inchieste e trasferirlo ad altra sede. "L'accelerata era evidente, cioè loro dovevano fermare l'inchiesta e l'inchiesta "Why Not" e si comprende perché. Perché coinvolge in modo serio Romano Prodi con ipotesi di reato serie e sicuramente già accertate nei confronti di suoi strettissimi collaboratori, in particolare Piero Scarpellini, Sandro Gozi e che soprattutto lasciava intravedere un discorso molto interessante di riciclaggio di denaro dalla Calabria a San Marino, e i risultati che stavamo raggiungendo erano straordinari... stavamo entrando nel pieno coinvolgimento del ministro Mastella soprattutto sul discorso dei finanziamenti pubblici che lui otteneva. Per esempio attraverso la gestione de "Il Campanile", il giornale dell'Udeur a fini privatistici. Oppure i rapporti tra Mastella, il generale Poletti e il costruttore Valerio Carducci. Non solo, ma nell'indagine "Why Not" erano in corso accertamenti riservatissimi in collaborazione con la Procura di Reggio Calabria sull'omicidio Fortugno".

La massoneria segreta
"Le indagini "Why Not" - racconta De Magistris ai magistrati di Salerno - stavano ricostruendo l'influenza dei poteri occulti. In particolare si stavano ricostruendo i contatti intrattenuti da Giancarlo Elia Valori, Luigi Bisignani, Franco Bonferroni ed altri e la loro influenza sul mondo bancario ed economico finanziario. Elia Valori pareva risultate, dagli accertamenti preliminari che stavamo svolgendo con la massima riservatezza, ai vertici della massoneria "contemporanea". Elia Valori si è occupato spesso di lavori pubblici. Nel recente passato, agli inizi del 2000 ha trovato anche una sponda rilevante a sinistra, all'interno del governo D'Alema, in Marco Minniti. E si era anche interessato di telefonia, - settore in cui, come poi dirò, si è interessato anche il professor Francesco Delli Priscoli, figlio del pg della Cassazione Mario (che aveva promosso l'azione disciplinare nei confronti di De Magistris ndr). Non posso però non tenere conto dei seguenti elementi, pur se non si volesse mettere in discussione onestà e serenità di giudizio delle persone elencate: sul vice presidente del Csm, Nicola Mancino (che presiede la sezione disciplinare che dovrà giudicarmi) che ha già fatto intendere in una intervista che avrei violato il codice etico della magistratura, del consigliere togato, Fabio Roja, del giudice Luerti attuale presidente dell'Anm che ha stretti rapporti con la Compagnia delle Opere".



Fonte: Repubblica.it

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Flop Annozero

Sbaglio o ieri sera era giovedì? Giovedì sera su Rai2 c'è Annozero. Sicuramente si parlerà di DeMagistris, o forse del caso Sky, o forse della crisi...
Si parte a mille! Inizia Santoro con un appello diretto ad Al Tappone e poi subito Travaglio sul caso Sky.
Ho pensato: una puntata con i contro-bip!!! E poi? L'isola di Obama?? L'isola di Luxuria?
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
La trasmissione è andata alla deriva tra l'importanza della vittoria di Luxuria all'Isola dei Famosi, la questione degli omosessuali (giustissimo parlarne, ma appunto parliamo solo di cose serie e interessanti), e Belen Rodriguez (mozzafiato). Mi sembrava di stare a Porta a Porta da Emilio Vespa o a Matrix...una puntata di approfondimento sulla vittoria di Luxuria...

Un'occasione persa per fare luce su una vicenda con molti lati oscuri come quella che sta accadendo tra le procure di Salerno e Catanzaro.
Un'occasione persa per parlare MEGA CONFLITTO D'INTERESSI che abbiamo assistito in questa settimana con la farsa dell'aumento dell'IVA a SKY.

Altro da salvare sulla puntata di ieri sera? Beh...le mitiche vignette di Vauro (di cui ancora non c'è il filmato).

ANNOZERO: VOTO ZERO! Un'occasione persa!



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4 dicembre 2008

Berlusconi: regolamentare ciò che non si conosce!!!

Repubblica.it
"Regolamentare internet". Silvio Berlusconi, ispirato dalla visita al Polo tecnologico di Poste italiane all'Eur di Roma, parla di un sistema per dare delle regole al web. E di una proposta che il governo s'impegna a portare sul tavolo del prossimo G8, presieduto proprio dall'Italia. "Porteremo sul tavolo una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo", ha annunciato.
[...]
Regole per la rete. L'iniziativa del premier parte dall'osservazione che "per quanto riguarda internet manca una regolamentazione comune". Nessun altro dettaglio, ma Berlusconi ha spiegato che si tratterà di una proposta fatta con una "prospettiva internazionale, in cui l'Italia possa essere avanguardia".

ANSA.it
Il governo italiano proporra' al G8 del 2009 a La Maddalena, il tema delle regole generali di accesso ad Internet. Ad annunciarlo e' stato stamane il premier Berlusconi partendo dal presupposto che un fenomeno globale come la rete web non puo' che essere discusso a livello globale. Il tema richiede la massima concertazione. L'Italia non ha pronto al momento alcun documento al riguardo ma chiedera' se si intende discutere di regole o liberalizzazione di internet.

Mi chiedo...ma come fa a parlare di cose di cui egli stesso ha dichiarato di non conoscere? Pensate un pò in che mani siamo messi...

GUARDA IL VIDEO




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3 dicembre 2008

Editto di Berlusconi: «Giornali e Pd a casa»

Come a Sofia. Se in Bulgaria aveva chiesto la testa di Biagi, Santoro e Luttazzi, oggi il premier se la prende con Paolo Mieli e Giulio Anselmi. La vicenda Sky manda fuori di senno il premier che questa volta se la prende con i direttori di Corriere della Sera e Stampa. «Che vergogna... questi sono i personaggi della sinistra con cui abbiamo a che fare. Io Sky la capisco, ha avuto un privilegio, ma non capisco i giornali che invece di chiedersi come mai c'era un rapporto privilegiato nei confronti di Sky attaccano me, che vergogna! Direttori e politici dovrebbero tutti cambiare mestiere, andarsene a casa, Politici e direttori di questi giornali, come La Stampa e il Corriere dovrebbero cambiare mestiere»: così Silvio Berlusconi parlando con i cronisti. «Altro che conflitto di interesse e Berlusconi...».

«Hanno fatto una figura... dovrebbero smettere di far politica e andarsene a casa». Silvio Berlusconi rientra a Roma da Tirana e torna a contestare la sinistra per la posizione di difesa della pay-tv Sky, dopo la decisione del governo di riportare al 20% l'Iva per la tv del magnate Rupert Murdoch. «Se fossero coerenti dovrebbero andare in Parlamento e dire: tutti uguali, l'Iva al 10%. Ma si rimangeranno ancora una volta tutto, perchè c'è di mezzo Mediaset».

«Questa è la sinistra da vergogna con cui abbiamo a che fare - ribadisce Berlusconi alzando la voce - bisogna dirlo chiaro a tutti gli italiani. Questa sinistra deve andare a nascondersi per come si è comportata. Nei loro panni me ne andrei a casa».

La presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro comprende «il nervosismo del premier per via del conflitto di interessi», ma sulla vicenda Sky ritiene che abbia passato il segno attaccando i direttori dei giornali ai quali Finocchiaro offre la solidarietà del Pd. «Per coprire gli errori, le gaffe e la gravità - spiega Finocchiaro in una
nota - di quello che il governo guidato dal presidente di 3 reti televisive sta facendo a danno degli utenti e contro un'azienda concorrente delle sue reti, Berlusconi arriva addirittura ad attaccare i direttori dei quotidiani».

«Capiamo - prosegue Finocchiaro - gli attacchi alla sinistra, capiamo il suo nervosismo per l'evidente enorme conflitto di interessi che traspare nelle decisioni prese dal suo esecutivo. Ma crediamo che oggi abbia veramente passato il segno attaccando i direttori di due grandi quotidiani italiani». «Anselmi e Mieli si difenderanno da soli, ma l'arroganza del presidente del Consiglio - prosegue - sta raggiungendo livelli davvero intollerabili e sintomatici di una concezione proprietaria della democrazia».

Sulla vicenda Sky i lettori del Corriere della Sera «sanno» che il quotidiano ha espresso un «giudizio critico», ma «sempre con lo scrupolo di riportare compiutamente tutte le posizioni emerse in questo dibattito»: è quanto si legge in una nota che appare oggi sulla prima pagina del giornale, a proposito della critiche rivolte ieri dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi ai direttori dello stesso Corriere della Sera e della Stampa. «Il 'mestierè del nostro quotidiano - prosegue la nota del Corriere della Sera, che non è firmata e, dunque, riconducibile alla direzione - è stato quello di informare dando spazio alle tesi contrapposte ma segnalando ogni volta, in modo trasparente, qual è la posizione del giornale su questo argomento. Possiamo solo aggiungere che questo 'mestierè il giornale continuerà ad esercitarlo, come ha sempre fatto nel corso di questi anni - conclude la nota - anche se qualche volta ci è capitato e ci capiteràdi dare un dispiacere al presidente del Consiglio in carica».

Fonte: l'Unità
(Vignetta di Roberto Corradi)

Secondo me il problema non consiste nel dire se è giusto o meno aumentare l'IVA dal 10 al 20 o al 50 per cento. Il problema di fondo è che non è possibile che un governo, proprietario della diretta concorrente di SKY per la visione delle partite di calcio in pay tv, decida il destino dei propri concorrenti. Il sistema è marcio!


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2 dicembre 2008

Depenalizzazione dell'omosessualità No del Vaticano alla proposta Onu


CITTA' DEL VATICANO - E' scontro tra Onu e Vaticano. La Santa Sede boccia, con decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell'omosessualità. Un' iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell'Unione europea, e accolta da tutti i 27 Paesi della Ue. Immediato il "no" della Santa Sede: "Gli stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' - dice monsignor Celestino migliore - verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni". Affermazioni che scatenano una serie di reazioni polemiche che, in serata, provocano una nuova presa di posizione del Vaticano. Che, però, nella sostanza è tutt'altro che una retromarcia. "Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali", afferma padre Federico Lombardi che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta - ma la proposta cerca di 'introdurre una dichiarazione di valore politico che si puo' riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, puo' venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell'uomo''. In pratica il rischio paventato è che gli Stati che non riconoscono le unioni gay vengano "mesi alla gogna".

Toni non dissimili da quelli usati da monsignor Migliore che parla di "una dichiarazione di valore politico" che aggiunge "nuove categorie protette dalla discriminazione senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni".

Durissima la replica dell'associazione Arcigay: "È di una gravità inaudita che il Vaticano, e quindi, la Chiesa cattolica tutta, si adoperi affinché questa richiesta non passi e, si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay e di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari".

L'Arcigay ricorda che in decine di Paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale contro le persone omosessuali. "La scusa per cui la richiesta francese non dovrebbe passare perché da quel momento gli stati che non riconoscono le unioni gay sarebbero messi all'indice, - conclude l'Arcigay - non solo non ha alcun senso, ma è una studiata e cinica bugia per nascondere ciò che realmente il Vaticano vuole: mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali".



Fonte: Repubblica.it


Fonte: GAVAVENEZIA

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1 dicembre 2008

Marco Travaglio - Passaparola, lunedì 1 dicembre

Passaparola, lunedì 1 dicembre, in diretta alle ore 14:00

Marco Travaglio - Mediaset uber alles







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28 novembre 2008

2008 CORRUPTION PERCEPTIONS INDEX

Ecco, direttamente da Trasparency International, la lista dei paesi meno corrotti....l'italia è al 55° posto...preceduta dal South Africa e seguita dalle Seychelles. Prima di noi solo la Grecia in Europa al 57 posto!
Evidentemente aver eletto un presidente del consiglio con 17 processi a suo carico non ci ha aiutato....non ci hanno capiti!!! Peccato...



mappa paesi
LISTA COMPLETA


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Il clan nel governo

"Era a disposizione dei casalesi". Così un pentito accusa Nicola Cosentino. E' il quinto collaboratore di giustizia a puntare il dito contro il sottosegretario all'economia. Che continua a rimanere al suo posto.

Durante la mia latitanza molto spesso mi sono incontrato con l'onorevole Nicola Cosentino. Egli stesso esplicitamente ci aveva detto di essere a nostra disposizione... Quando dice 'nostra' Dario De Simone parla dei casalesi, la più feroce organizzazione criminale campana. De Simone è stato uno dei loro capi: revolver alla mano, accanto al padrino Francesco Bidognetti ha ucciso una decina di persone. Poi nel 1996 ha deciso di collaborare con i magistrati: le sue rivelazioni sono state determinanti per il maxiprocesso Spartacus. Per gli inquirenti è un 'pentito' fondamentale, per il resto del clan un condannato a morte. Quando fa il nome di Nicola Cosentino, i killer gli hanno appena assassinato il fratello e il cognato. Ma va avanti: "L'onorevole aveva avuto espressamente il nostro aiuto per le sue elezioni, era a disposizione per qualunque cosa noi gli avessimo potuto domandare. Se gli avessimo chiesto un certo tipo di lavoro pubblico, non esisteva che potesse rifiutarsi".

De Simone registra questa deposizione il 13 settembre 1996, dopo di lui altri quattro collaboratori di giustizia chiameranno in causa il politico di centrodestra, come ha riferito L'espresso nelle inchieste pubblicate nelle scorse settimane. All'epoca Cosentino era appena riuscito a entrare in parlamento, oggi è sottosegretario all'Economia del governo Berlusconi e coordinatore campano del Pdl. È indagato dalla Procura antimafia di Napoli, ma la sua posizione nell'esecutivo non è stata messa in discussione. Lo stesso Paese che si mobilita contro i piani camorristici per uccidere Roberto Saviano, non si scandalizza per la poltrona occupata da un politico di Casal di Principe che cinque diversi pentiti hanno indicato come "a disposizione dei casalesi". E lo hanno fatto in tempi non sospetti. Il primo verbale che lo accusa risale al settembre 1996, l'ultimo al primo aprile 2008: tutti prima di diventare un uomo-chiave del ministero di Giulio Tremonti.
[...]
Tutto questo non ha scosso il Parlamento: finora gli interventi si contano sulle dita di una mano. Il sottosegretario ha respinto le accuse, promettendo querele. Il premier Berlusconi ha chiuso la questione: "Ho assicurazione personale dagli interessati che si tratta di operazioni legate alla politica, e non a quella realtà". Intanto i casalesi continuano a uccidere. Nonostante le retate, nonostante i parà della Folgore, vanno avanti nelle esecuzioni. Intanto i casalesi continuano a elaborare piani per ammazzare Saviano, che proprio su L'espresso ha sottolineato il silenzio intorno al caso Cosentino.
[...]
De Simone conclude la sua deposizione ribadendo: "Non ho mai ricevuto favori personali da Cosentino e non so se altri ne abbiano ottenuti, ma egli stesso esplicitamente ci aveva detto di essere a nostra disposizione". Dodici anni dopo, quel politico di strada ne ha fatta tanta. Parlamentare, leader campano della coalizione di maggioranza, sottosegretario all'Economia con un ricco budget e deleghe delicatissime. Nonostante i sospetti, le inchieste della Procura e le relazioni pericolose Nicola 'o 'Mericano', come lo chiamano a Casal di Principe, resta inchiodato alla sua poltrona. Nel silenzio sempre più imbarazzato dei compagni di governo e degli alleati della maggioranza.



Fonte: L'Espresso


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27 novembre 2008

La repubblica delle banane...

Se solo in Italia il processo Andreotti avesse avuto tanto spazio e approfondimenti come il processo di Erba...
Se solo in Italia i 17 processi a Berlusconi,
5 in corso (corruzione Saccà, corruzione senatori, corruzione giudiziaria Mills, fondi neri Mediaset, Telecinco in Spagna) e 12 già conclusi, più varie indagini archiviate (6 per mafia e riciclaggio, 2 per le stragi mafiose del 1992-’93, ecc.), avesssero avuto lo stesso spazio che ha avuto il delitto di Cogne...
Se solo in Italia la pena maggiore per un reato commesso da un colletto bianco non fosse il Parlamento...
Se solo in Italia non fosse necessaria una Commissione Parlamentare per decidere se poter mantenere i condannati in Parlamento o meno...
Se solo in Italia un uomo che controlla la quasi totalità dell'informazione non potesse essere eletto presidente del consiglio...
Se solo in Italia un uomo che fino al 1980 ha avuto rapporti provati con esponenti di spicco della mafia siciliana ora non fosse senatore a vita...
Se solo in Italia l'articolo 3 della Costituzione non fosse usato come carta da regalo...
Se solo in Italia le quattro cariche più alte della Repubblica non fossero più uguali degli altri...
Se solo in Italia il presidente del Senato non avesse avuto una vicinanza quantomeno sospetta con la mafia siciliana...
Se solo l'attuale presidente del consiglio non fosse stato un membro della loggia massonica eversiva P2...
Se solo l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga fosse quantomeno condannato per le sue dichiarazioni su come agire contro gli studenti...
Se solo il Parlamento Europeo avesse dato l'ok per utilizzare le intercettazioni per stabilire i ruoli di D'Alema e Latorre in merito alla scalata illegale a BNL...
Se solo in Italia i parlamentari non fossero scelti dalle segreterie dei partiti con una legge elettorale porcata...
Se solo in Italia l'attuale presidente del consiglio non avesse avuto a casa sua per alcuni anni un mafioso quale Mangano...
Se solo in Italia dire che Mangano è stato un eroe fosse un'affermazione grave...
Se solo in Italia la satira in tv non fosse stata sostituita dalla censura...
Se solo in Italia il miglior giornalista italiano non fosse stato licenziato con una raccomandata a/r...
Se solo in Italia non fosse necessaria una commissione di vigilanza, fatta da politici, per controllare la televisione pubblica...
Se solo in Italia i migliori alleati stranieri non fossero Bush (un mezzo criminale di guerra) e Putin (ex spia del KGB)...
Se solo in Italia non si spendessero 5 miliardi di dollari per finanziare il colonnello Gheddafi...
Se solo in Italia...
Se solo in Italia...

ORA CONTINUATE VOI...


Se solo in Italia gli italiani s'incazzassero come delle iene...


LORO NON MOLLERANNO MAI, NOI NEPPURE!!!


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25 novembre 2008

Paul Connett all'UNICAL

Paul Connett, docente di Chimica Ambientale alla St. Lawrence University di New York, viene a parlare agli studenti dell'Unical!



Questa un'intervista di Paul Connett sul blog di Beppe Grillo. GUARDA IL VIDEO

DA NON PERDERE!

Per maggiori info visitate: http://comitatounical.blogspot.com/


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23 novembre 2008

Silvio Berlusconi: Yes, yes, yes, Prime Minister

Il giornale britannico Sunday Times traccia un ritratto del premier e del suo entourage, sottolineando che "belle donne adornano il suo governo" ma non certo per il merito nè per l’esperienza.
Il lungo pezzo arriva alla conclusione che il Presidente del Consiglio ha trasformato la Camera dei deputati nella “nuova Via Veneto”. Lo scrittore riporta alcuni stralci delle intercettazioni telefoniche con l’ex direttore di Rai Fiction, Agostino Sacca, in cui Berlusconi raccomanda alcune aspiranti attrici, e rilancia alcune dichiarazioni recenti del premier sulle sue prestazioni sessuali e sul fascino esercitato sulle donne. Quindi sostiene che “il sesso ha sempre giocato un ruolo nell’immagine di Berlusconi”, fin da quando, agli inizi degli anni ‘80, lanciò la televisione commerciale nel Paese e portò il sesso sul piccolo schermo.
Tuttavia, oltre alle donne, ricorda Stille, “Berlusconi ha portato in Parlamento tre dei suoi avvocati, il suo consulente tributario, diversi co-imputati in diversi processi per corruzione, una lunga lista di ex ed attuali dirigenti delle sue molte aziende, editorialisti e direttori dei suoi diversi giornali, e il suo medico personale”. Il risultato di tutto questo, sottolinea il giornalista, è che “la Camera dei deputati è diventata la nuova Via Veneto”.
Fonte: quotidianonet.ilsole24ore.com

Tutto questo, aggiungo io, grazie anche ad una legge elettorale definita Calderoli che l'ha scritta (o almeno così rivendica) una PORCATA! Chi avrebbe votato una Carfagna? Chi avrebbe votato gli avvocati di Berlusconi? Certo, prima dell'elezione del 13-14 aprile, si conosceva il passato pieno di ombre del massimo esponente di questo gruppetto di impuniti, Berlusconi, eppure la maggioranza degli italiani l'hanno votato. Purtroppo questa è la realtà. Finchè la maggior parte degli italiani non si sveglia da questo coma farmacologico in cui vivono (o sopravvivono) da anni sarà difficile mandarli tutti via a calci nel culo.
C'è da chiedersi, quando tutte queste persone si sveglieranno da questo stato neuro-vegetativo?
Forse questa crisi mondiale, il sistema costruito da questi politici impuniti che fa acqua da tutte le parti, una maggiore necessità di guardare la realtà, ci permetterà di travolgere questo sistema. Forse ha ragione Beppe Grillo quando scrive:
Appoggio l'orecchio al terreno e sento un rumore. Sempre più vicino. Un brontolio, una carica, un tuono. Sono milioni di nuovi disoccupati. Quanti saranno in più tra un anno? Due milioni? Tre milioni? Senza più niente da perdere. I manganelli non potranno fermarli. Travolgeranno tutto e tutti e non faranno sconti. Chi si troverà sul loro percorso verrà cancellato. Sindacati collusi, giornalisti servi, partiti autoreferenziali. Il loft di Topo Gigio e le ville sarde dello psiconano. Travolti. L'Onda degli studenti li ha anticipati. Dopo l'Onda verrà lo Tsunami del lavoro.


LORO NON MOLLERANNO MAI, NOI NEPPURE!


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22 novembre 2008

Minacce e pressioni politiche: Berlusconi tratta la Rai come se fosse casa sua

Ecco un interessantissimo articolo di Le Monde di ieri tradotto da Daniele Sensi.

La televisione pubblica italiana dà una falsa immagine della realtà? A questa domanda, Silvio Berlusconi ha già risposto di sì. Egli le rimprovera, in questi tempi di crisi, di “diffondere l’angoscia e il pessimismo” mentre “dovrebbe cooperare al fine di migliorare le cose”. “Farò il possibile perché le televisioni non siano fattori di ansietà”, ha spiegato qualche giorno fa.

Anche Marcello dell’Utri, suo amico e cofondatore di Forza Italia, si è permesso di commentare: “In televisione vedo conduttori dalle facce un po’ gotiche, un po’ cupe. Il direttore dovrebbe dar maggior prova di esprit de finesse”. “La Rai non è proprietà di Berlusconi”, ha replicato il sindacato dei giornalisti della televisione pubblica.

Ma sono soprattutto i programmi di approfondimento e di satira politica –numerosissimi in Italia- ad infastidire il presidente del Consiglio. “Ogni giorno, su tutti i canali, vengo dileggiato. Un’abitudine che s’è fatta insopportabile e che deve cessare”, ha osservato Berlusconi. “Non andremo mai più in televisione a farci insultare”, ha detto ai suoi ministri. Un diktat poco rispettato. A cominciare da lui.

Martedì 18 novembre. Mentre la trasmissione di dibattito politico “Ballarò” su Rai 3 volgeva al termine, il presidente del Consiglio si è autoinvitato intervenendo telefonicamente per sfidare uno dei suoi avversari, Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei valori (IDV), che precedentemente l’aveva accusato di essere “un corruttore politico”: “Che vada dai magistrati a denunciarmi, altrimenti sarò io a trascinarlo in tribunale per calunnia”.

Intrusione? L’ennesima. Nel passato Berlusconi è già intervenuto a più riprese, all’improvviso, in trasmissioni alle quali non era invitato. Pressione politica? Si tratta anche di un modo, per lui che possiede un impero televisivo (Mediaset), di mostrare che la Rai è come se fosse casa sua.

Tali segnali di nervosismo giungono nel momento in cui Berlusconi deve fronteggiare la contestazione di piazza ed una grave crisi economica. Anche se la sua popolarità si mantiene attorno al 60%, il presidente del Consiglio ha perso qualche punto al momento delle manifestazioni studentesche di inizio novembre contro la riforma dell’istruzione del ministro Mariastella Gelmini.

“CAMPO DI BATTAGLIA”

Lo inquieta, inoltre, la prospettiva di una lunga crisi accompagnata dal rischio di un ritorno dell’antipolitica. Essere il bersaglio di imitatori e fantasisti non è il modo migliore per poter divenire un giorno –questo il suo sogno- presidente della Repubblica, una delle cariche più rispettate della Penisola. Ciò spiega la nuova offensiva contro la televisione pubblica e il tentativo di controllare come vengano rappresentati la sua immagine e il suo operato. “La televisione torna a farsi campo di battaglia della politica”, scrive il politologo Ilvo Diamanti sul quotidiano La Repubblica.

Per il momento non si tratta che di pressioni e minacce. Nel passato Berlusconi ha dimostrato di sapersi spingere ancora più in là. Nel 2002 aveva chiesto –e ottenuto- la testa di due giornalisti, tra i quali il rinomato Enzo Biagi.

Alcune intercettazioni telefoniche hanno rivelato che tra il 2001 e il 2006 dei collaboratori di Mediaset erano stati piazzati ai vertici della Rai per pilotare la linea dei programmi della televisione pubblica. Obiettivo: orientare l’informazione in favore di Berlusconi.

Gli attacchi contro il servizio pubblico giungono in un momento di grande incertezza sulla scelta del futuro presidente della commissione parlamentare di sorveglianza della Rai, un posto che tocca all’opposizione e che aprirà la strada ai futuri cambiamenti nella direzione dei canali.

E’ dal mese di luglio che i partiti di sinistra ancora non hanno trovato l’accordo su un nome. Berlusconi ha acconsentito a che i membri di destra della commissione designassero un candidato di sinistra che non aveva l’avallo del suo campo. Il presidente del Consiglio, non contento di seminare zizzania nell’opposizione, si è, ovviamente, astenuto dall’intervenire in questa vicenda.


Philippe Ridet, Le Monde, 21.11.2008


In Italia un articolo del genere, tranne che dai soliti travaglini e grillini (spero di dimenticare qualcun'altro!), è impossibile leggerlo su un quotidiano!


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