17 dicembre 2010

Il ministro Fascista e Provocatore!


Il ministro La Russa, camerata manganellatore-bombarolo degli anni '70, mette a nudo il suo concetto di stato, di intolleranza, di cultura politica fascista con due ore di interruzioni e pochi minuti di apice prendendosela con uno studente romano e per Santoro per un nuovo reato: mancata partecipazione di un esponente della polizia di stato per partecipare al contradditorio con uno studente.
In un momento politico-sociale altamente instabile in cui i cuori dei giovani sempre più precari e disperati perchè senza speranze per un futuro sempre più lontano, il comportamento provocatorio e irrisorio del moderato ministro della Difesa italiana non fa altro che scaldare ancora di più i cuori di questa gente.
Attribuisce del "fifoni vigliacchi" a degli studenti, dimenticandosi della scorta, immunità parlamentare e legittimi impedimenti che lo potreggono!

CB

8 ottobre 2010

Le due Italie



Mentre nei salotti romani si discute della proprietà della casa di Montecarlo, del presunto "attentato" al direttore di Libero Maurizio Belpietro, delle barzellette blasfeme del nanetto di Arcore e della sua "sete" di impunità, a Reggio Calabria il clima è rovente: minacce, proiettili, bombe e bazuka sono all'ordine del giorno. Diario di guerra che passa tra l'indifferenza totale dei nostri politici che ogni giorno si riempiono la bocca di meriti sulla lotta alle mafie.
Uno stato di guerra che non vuole essere vista da chi di dovere.
Non lasciamoli soli, non lasciateci soli!

CB

27 giugno 2010

Il Voto di Scambio, e la morte della politica!

Ciao oggi mi sento ispirata... tra una camera e l'altra mentre faccio le faccende di casa. E' il momento in cui penso di più e così ragionando su un discorso intrapreso con un mio amico che mi ha raccontato l'aneddoto della segreteria di Gentile. Tralasciando questa breve introduzione vorrei usare il tuo blog per rifletterci un pò su:

Elezioni Regionali, la segreteria è quella di un noto politico calabrese, ma potrebbe essere quella di qualsiasi altro politico. Arriva un ragazzo con in mano 30 voti e chiede in cambio un posto di lavoro. Si chiama voto di scambio e fin qui niente di nuovo, anzi qualcuno leggendo potrebbe "accusarmi" di aver scoperto l’acqua calda, eppure io mi sconvolgo lo stesso! La mia meraviglia e indignazione dovrebbe essere la naturale reazione ad una simile notizia, invece siamo tutti abituati. Naturalmente i voti di questo ragazzo sono andati a finire nelle tasche del politico , mentre il posto di lavoro è rimasto, come dire, una promessa. Il ragazzo ha mantenuto la sua promessa e il politico ha congelato la sua perché le elezioni sono come gli esami, non finiscono mai e uno scambio già concordato fa sempre comodo!

Pensando a tutto ciò mi chiedo cosa stiamo facendo, dove stiamo andando... a chi importa sapere o meno se Bertolaso si fa massaggiare la schiena, se Scajola ha una casa regalata... se Berlusconi è quello che è, se Marazzo viene ricattato per i suoi gusti…. insomma mi chiedo a cosa serve manifestare contro il governo e le sue manovre, andare in piazza contro la legge bavaglio, colorare l’anima di viola… se l'unico vero problema è sempre e solo il voto di scambio?

Un tempo era il politico a proporti qualcosa ma nelle regioni povere, come la nostra, in cui l’unico vero investimento è intraprendere una carriera politica visto che in qualsiasi partito sei vinci sempre. In questo momento storico, politico e culturale si sta affermando, ma soprattutto nelle regioni povere, la peggior specie di politico: i trasformisti. Hanno sempre avuto un ruolo importante per le decisioni e le sorti del nostro paese, ma ora si sono evoluti, invece di nascondere la loro tendenza al trasformismo ne fanno il loro credo politico, tanto che diventano imbattibili raccogliendo consensi da tutte le parti. Sono senza ideali, responsabilità politiche e partitiche, senza scrupoli e in qualsiasi contesto daranno sempre un colpo al cerchio ed uno alla botte.
Mentre veniamo distratti e ci illudiamo di salvare l’Italia con l’impegno mediatico e non, lasciamo i territori in mano a questi sciacalli. Al nord la lega cavalca le opinioni, le esigenze e la lamentele dei padani cercando di fomentarle sempre di più e al Sud i cittadini vengono aggirati da questi politici apartitici che alimentano le illusioni di chi come quel ragazzo si presenta senza vergogna e chiede perché non ha rispetto per il politico che a sua volta non rispetta nessun ideale e quindi i cittadini. L’unica logica è quella del mercato in cui si compra e si vende tutto sotto l’attenzione e il controllo della mafia.

Come si fa a scardinare un simile sistema? E’ inutile manifestare contro questo o quello se non si distrugge questa logica? I governi si fanno con le elezioni e le elezioni si vincono con i voti e i voti si danno in cambio di qualcosa. Voti di scambio. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è inevitabile essendo questa la merda in cui stiamo affogando.

Valentina

6 giugno 2010

TELEPERFORMANCE: lavorare (o quasi) in un call center!


In data 01/04/2010 Teleperformance Italia, ramo italiano dell’omonima multinazionale operante nel settore dei servizi in outsourcing, ha aperto una procedura di mobilità per 847 dipendenti assunti prevalentemente con contratti a tempo indeterminato.

L’Azienda, fruendo dei fondi per le stabilizzazioni stanziati dalle due Circolari Damiano del 2006 dopo aver assunto a tempo indeterminato centinaia di lavoratrici e lavoratori, sembra aver invertito bruscamente la politica interna assumendo unicamente con contratti a tempo determinato e di apprendistato fino a quando, allo scadere degli ultimi finanziamenti, 31/03/2010, ha dichiarato i circa mille esuberi.

Circa 600 di questi esuberi sono previsti per la sede di Taranto, dove Teleperformance rappresenta il secondo motivo d’occupazione dopo l’Ilva, e i restanti circa 250 sono invece previsti nelle due sedi di Roma e Fiumicino.

Motivazione principale, addotta dall’Azienda, sarebbe lo stato attuale del mercato italiano che consentirebbe, mancando di regole e controlli adeguati, gli stessi garantiti dalle Circolari Damiano, frequenti casi di dumping da parte di aziende non allineate alle norme sulle stabilizzazioni dei propri dipendenti.

In questo settore, quello dei servizi, la mobilità è sinonimo di licenziamento in tronco non essendo previsti ammortizzatori sociali di alcun tipo ed essendo la mobilità priva della possibilità di reintegro.

I primi 45 giorni di trattative tra Azienda e sigle sindacali si sono rivelati improduttivi sia per l’effettiva scarsa possibilità da parte dei confederati di proporre alternative concrete alla procedura sia per lo stato di difficoltà in cui l’Azienda afferma di versare, avendo anche la pressione della Corporate che minaccia di ritirare il marchio in caso di bilancio nuovamente negativo per l’anno in corso.

Il 14/05/2010 si è conclusa la fase di trattativa Sindacati – Azienda con un nulla di fatto: i licenziamenti non vengono ritirati.

Per far fronte a una situazione in cui tutto sembra già deciso, al di là delle tempistiche previste dalla legge, i lavoratori delle sedi romane, in data 29/04/2010, si sono costituiti in assemblea permanente, con denominazione CALLTP. Lo scopo che persegue è garantire visibilità continua alla vicenda, appoggiare con molteplici iniziative chiunque si dimostri abile ed interessato a favorire il blocco della procedura di mobilità, creare canali alternativi di trattative tra Istituzioni ed Azienda e presidiare le sedi scelte per ospitare gli incontri dell’ultima fase, quella Amministrativa. Questa, come da prassi, consta in ulteriori 30 giorni di trattative tra Azienda, Sindacati ed Istituzioni ed ha come fine ultimo quello di trovare una soluzione valida per tutte le parti coinvolte.

In data 15/06/2010, in caso di mancato accordo, Teleperformance darà il via al licenziamento di circa un terzo della sua forza lavoro italiana, privando cittadine e cittadini, lavoratori e lavoratrici del diritto al lavoro, sancito dalla Costituzione di un Paese che sembra oramai insensibile a tali spettacoli.

Il comparto delle telecomunicazioni è stato uno dei pochi in grado di garantire lavoro in un panorama di crisi generalizzata per tutti i settori di impresa e dopo lo spiraglio aperto dalle Circolari del 2006, il rischio maggiore è quello di un brusco ritorno a forme contrattuali che, come già stabilito, non garantiscono alcun diritto ai dipendenti, né alcuna prospettiva di vita dignitosa. Arrivati a questo punto, la speranza e la richiesta di attenzione vanno direttamente alle Istituzioni, che per prime dovranno assumersi sia l’onere di colmare un vuoto legislativo che rappresenta il loro compito primario, che in caso di regressione, la responsabilità di un fallimento totale, che graverà sull’intero Paese, essendo quello delle telecomunicazioni il più nuovo e, per quanto possibile florido, dei settori d’impiego.

Allertato dalla gravità della situazione, il Presidente della Commissione Lavoro della Provincia di Roma, Marco Miccoli, ha concertato con i vertici aziendali un tavolo nei locali aziendali che gli consentisse di fissare i punti attorno ai quali far ruotare possibili soluzioni alla crisi.

Il suddetto tavolo si è svolto in data 27 Maggio presso la sede centrale di Teleperformance Italia, in via di Priscilla 101, a Roma.

Al termine dell’incontro, Teleperformance e i membri della Commissione si sono detti moderatamente soddisfatti e proiettati entrambi verso la ricerca di una soluzione assolutamente indolore per le parti in causa.

Contemporaneamente la partita viene giocata anche su altri tavoli.

Il 7 Giugno,dopo il rinvio del 31 Maggio, al Campidoglio verrà presentata e discussa una mozione sulla vertenza Teleperformance: i vertici cittadini si interessano attivamente del destino dei circa 250 dipendenti della multinazionale a rischio licenziamento nel comune romano.

Il 9 Giugno, poi, è previsto un incontro al Ministero del Lavoro, nella sede di Via Fornovo n°8, tra responsabili del dicastero stesso, vertici aziendali e vertici sindacali, così come previsto dalla prassi della fase amministrativa delle procedure di mobilità

Sigle sindacali unite e Collettivo Autonomo di lavoratori Teleperformance presidieranno pacificamente l’esterno della sede del Ministero in via Fornovo.

Si attendono da questa serie di incontri le prime indicazioni importanti sulla validità delle soluzioni ad oggi esplorate dagli enti impegnati nella tutela dei lavoratori.


Maggiori Info su: http://www.calltp.it